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Il Financial Times: ecco perché la Cina non andrà a salvare Trump

Il presidente USA prima ha chiesto ai cinesi di inviare navi nello Stretto di Hormuz, poi ha rinviato la visita in programma a Pechino. Il quotidiano britannico: Trump in una trappola da lui stesso creata

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Donald Trump e Xi Jinping in una foto d'archivio a Mar-a-Lago, Florida 7 aprile 2017

Donald Trump e Xi Jinping in una foto d'archivio a Mar-a-Lago, Florida 7 aprile 2017

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Di: ATS/ANSA/M. Ang. 

“Non era previsto che Donald Trump esortasse la Cina a inviare navi in Medio Oriente. La richiesta di aiuto cinese da parte del presidente statunitense rappresenta un evento cigno nero (ossia raro, imprevedibile n.d.r). In un periodo di grande rivalità tra potenze, l’egemone invita il suo principale sfidante ad aiutarlo a uscire dalla regione più instabile del mondo”. Così l’editorialista Edward Luce sul Financial Times, sottolineando che la Cina chiaramente “non ha alcuna intenzione di inviare dragamine nello Stretto di Hormuz. La domanda è se Xi Jinping vuole vedere Trump messo all’angolo. Una cosa è che la Cina ottenga un vantaggio diplomatico sugli Stati Uniti; un’altra cosa è mettere alla prova Trump per scoprire se è il Dottor Stranamore”.

Luce prosegue, scrivendo che Trump è “chiaramente riluttante a farsi fotografare su un podio con Xi mentre la guerra con l’Iran infuria ancora. L’immagine di un presidente americano, per non parlare di Trump, che si reca nella Città Proibita con la ciotola per l’elemosina è troppo sgradevole”.

Trump: ho chiesto alla Cina di far slittare il mio viaggio di un mese

Le agenzie di stampa hanno riportato lunedì le parole di Trump: “Non so sul viaggio a Pechino. Mi piacerebbe andare in Cina ma sento di dover essere qui perché c’è la guerra. Potrei ritardare il viaggio di un po’: abbiamo richiesto uno slittamento di un mese”, ha detto il presidente USA, (che aveva previsto di andare in Cina dal 31 marzo al 2 aprile, scrive il Financial Times).

Pechino: prendiamo atto dei chiarimenti USA sull’ipotesi di rimandare la visita

Da parte sua la Cina ha dichiarato di aver “preso atto” dei chiarimenti forniti, a suo dire, dagli USA sui motivi di un possibile rinvio della visita di Trump, e di rimanere in contatto con l’amministrazione statunitense in merito a tale visita. “Abbiamo preso atto del fatto che la parte americana ha pubblicamente chiarito le informazioni inesatte diffuse dai media” e ha indicato che “la visita non aveva alcun rapporto con la questione della libera navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato durante una conferenza stampa periodica il portavoce del ministero degli Affari Esteri cinese, Lin Jian.

FT: ora Trump è intrappolato in una situazione che ha lui stesso creato

Dal canto suo l’editorialista del Financial Times arriva alla conclusione che “Trump può infliggere un danno reale all’Europa se si rifiuta di aiutarlo” in Iran ma la Cina è un “osso duro che Trump non ha imparato a rompere. Mentre Pechino ha il monopolio sulle terre rare, l’America si trova in una posizione di svantaggio. I consumatori cinesi, proprio come quelli americani, non gradiscono l’aumento dei prezzi del petrolio.. Fino a che Trump ha rinviato l’incontro, la Cina aveva dichiarato di volerlo svolgere come previsto”, mette in evidenza Edward Luce.

“Ma ora Trump è intrappolato in una situazione che ha lui stesso creato. Due settimane sono notoriamente un periodo lunghissimo agli occhi del presidente americano, e questo significa che si sta preparando a una guerra di lunga durata”.

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