Il centro convegni di Roma disegnato dall'architetto italiano (Reuters)

Ripensare gli spazi per il futuro

L'architetto Massimiliano Fuksas ha spiegato a Rete Uno come potranno cambiare città ed immobili nel post-coronovirus

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La pandemia di coronavirus ha cambiato molte abitudini della popolazione. Ma soprattutto ci ha reso consapevoli che un virus può bloccare intere nazioni: lavorare da casa, affollare gli ospedali, chiudere le scuole... è possibile ripensare il concetto di abitazione, ma anche di città in generale, per far fronte a queste evenienze?

Come cambieranno le città nel post COVID-19 se lo è chiesto anche l'architetto Massimiliano Fuksas, che dopo lunghe riunioni con amici di vari settori ha deciso di scrivere al presidente della Repubblica italiana Mattarella quali dovrebbe essere le linee guida per il prossimo futuro.

"La prima cosa è di non affollare gli ospedali, e quindi avere a casa un primo sistema di difesa - ha spiegato l'architetto italiano a Rete Uno - Il secondo punto è quello di rilanciare la medicina territoriale, che è quasi scomparsa negli ultimi anni".

Per quanto riguarda il terzo punto, Massimiliano Fuksas è convinto che "all'interno degli immobili bisogna pensare a grandi spazi in cui è possibile fare smart-working e smart-learning, un luogo disponibile sia per gli anziani che per i giovani. Uno spazio libero, flessibile e aperto a tutti. La casa può ritrovare una sua funzione, soprattutto in società che hanno ancora il senso della famiglia e dei rapporti umani".

"La flessibilità è un concetto importante anche per la costruzione di nuovi ospedali e scuole", ha concluso Massimiliano Fuksas.

L'intervista integrale in cima all'articolo.

Alba Chiara/Buzellig
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