I partecipanti al dibattito alla Wembley Arena
I partecipanti al dibattito alla Wembley Arena (keystone)

Scintille sulla Brexit

Il dibattito organizzato dalla BBC ha acceso i toni tra fautori e contrari all'uscita della Gran Bretagna dall'UE

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Favorevoli e contrari alla Brexit si sono dati battaglia, martedì sera, in un dibattito organizzato dall’emittente nazionale BBC alla Wembley Arena di Londra al quale hanno partecipato circa 6'000 persone. E non sono mancate le scintille tra i due campi in una campagna che sta assumendo toni sempre più esasperati a caccia del singolo voto.

I sondaggisti britannici, pur dando un leggerissimo vantaggio al campo del Remain sono concordi nell’affermare che il testa a testa tra i due campi finirà solo con lo spoglio delle schede. I tre esponenti delle fazioni Leave e Remain si sono dati battaglia, anche con toni molto accesi, per circa due ore cercando di convincere il pubblico della bontà delle loro rispettive teorie.

 

L’ex sindaco di Londra Boris Johnson (Leave) e il suo successore Sadiq Khan (Remain) hanno battibeccato duramente sugli aspetti economici della Brexit con scambi reciproci di accuse di mentire per attirare voti alla propria causa. I vari interlocutori sono alla caccia dei voti di quel circa 10% di inglesi che sono ancora indecisi alla vigilia della consultazione popolare. Prima del dibattito il premier conservatore David Cameron aveva lanciato un accorato appello per il mantenimento della Gran Bretagna in seno all’UE. I fautori della Brexit, tra i quali il leader del partito euroscettico UKIP Nigel Farage hanno pubblicato dei nuovi cartelloni che accusano i migranti di essere all’origine dell’affollamento nelle scuole del Regno.

ATS/ANSA/AFP/Reuters/Swing

Appelli internazionali

Per tutta la giornata di martedì, anche in previsione del dibattito, numerosi leader internazionali hanno lanciato il loro appello a favore della campagna Remain. Tra questi il presidente francese François Hollande, il leader greco Alexis Tsipras, il ministro dell’economia spagnolo Luis de Guindos. Mentre i mercati finanziari attendono più o meno inquieti l’esito del voto di giovedì, la Banca centrale statunitense si sta preparando agli effetti di una possibile Brexit e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ritiene la Brexit un atto di “auto-mutilazione”. Sul chi vive anche la Banca centrale europea.

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