Nassif Hitti (Keystone)

"Siamo vittime del settarismo"

Intervista all'ex ministero degli Esteri libanese Nassif Hitti che con il presidente francese Emmanuel Macron sarà ospite del MEM di Lugano

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“Il dramma di Beirut è rivelatore, ancora una volta, di un paese dove il non rispetto e il menefreghismo della classe politica durano da decenni”. A dichiararlo, intervistato dalla RSI, non è uno dei tantissimi libanesi che da mesi contestano l'establishment per la sua incapacità di affrontare la crisi economica, ma l’ex ministro degli Esteri e dei migranti Nassif Hitti, dimessosi lo scorso 3 agosto, il giorno prima delle terribili esplosioni avvenute nell’area portuale della capitale. “Ho fatto parte del governo perché volevo fare parte di una squadra che facesse finalmente delle riforme strutturali, non cure palliative. Dopo cinque mesi, però, eravamo ancora fermi perché il sistema politico è completamente bloccato”, spiega il 68enne che domani, sabato, sarà tra gli ospiti del MEM2020, il forum dedicato alla regione del Medio Oriente Mediterraneo, organizzato dall’Università della Svizzera italiana. Un appuntamento che, quest’anno, a causa della pandemia, si terrà online. Vi parteciperà anche il presidente francese Emmanuel Macron in videoconferenza. I lavori potranno essere seguiti in diretta streaming dalle 9 anche sul sito della RSI.

È da anni che si dice che i Libano ha bisogno di riforme e delle logiche settarie portate avanti dai vari leader. Poi però, nonostante le proteste, sono gli stessi cittadini che continuano a perpetuare queste logiche votando secondo la loro appartenenza religiosa.

"Ho sempre detto che c'è una sclerosi politica, dovuta al settarismo. Ma finalmente le persone cominciano a essere consapevoli che questa situazione non può più durare perché sono tutti a pagarne il prezzo. Ci sono due dinamiche. Una che mantiene lo statu quo, l'altra che è contro lo statu quo, e quest'ultima sta prendendo sempre più piede. Abbiamo tutti diritto al rispetto e alla decenza".

È da 30 anni che il sistema settario libanese va avanti, eppure le grandi proteste sono scoppiate solo l’anno scorso. Perché?

"Scoppiano nel momento in cui le persone non ce la fanno più. In Libano l'ascensore sociale si è trasformato in un discensore, come lo chiamo. Da tre quattro anni la classe media è stata completamente demolita ed è quasi scomparsa".

Faccia una previsione. Il Libano fra 5 anni…

"Spero che usciremo presto da questa situazione. Con riforme, riforme, e magari con l'aiuto internazionale. Siamo sempre stati un ponte tra Oriente ed Occidente, voglio che torniamo a esserlo, è questo il potere dolce, il soft power, del Libano".

La situazione in Libano

La situazione in Libano

TG di venerdì 28.08.2020

 

Emergenza Libano

Catena della solidarietà

Catena della solidarietà

TG di giovedì 06.08.2020

 

Per finanziare l’operato delle ONG che lavorano a favore degli abitanti di Beirut, città martoriata dalla spaventosa esplosione avvenuta nell’area portuale lo scorso 4 agosto, la Catena della solidarietà ha lanciato una campagna di raccolta fondi. Le donazioni possono essere effettuate online tramite il sito www.catena-della-solidarieta.ch o direttamente sul conto postale 10-15000-6 con la menzione “Emergenza Libano”.

Diem/RG
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