Il segretario generale Antonio Guterres (Keystone)

"Stop all'escalation siriana"

Lo chiedono diversi paesi al Consiglio di sicurezza dell'ONU. Gli USA hanno dato il via libera alla Turchia per rispondere secondo il diritto di autodifesa

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Diversi paesi chiedono al Consiglio di Sicurezza dell'ONU lo stop all'escalation militare nel nord-ovest della Siria, ma gli Stati Uniti danno l'ok alla Turchia a rispondere secondo il diritto all'autodifesa dopo l'attacco in cui sono rimasti uccisi 33 suoi soldati. A lanciare l'allarme sugli sviluppi a Idlib è anzitutto il segretario generale Antonio Guterres: "Si è arrivati ad uno dei momenti più allarmanti del conflitto e senza un'azione urgente il rischio di un'escalation ancora maggiore aumenta di ora in ora".

Intanto i rappresentanti di Belgio, Francia, Germania, Estonia e Polonia, ex ed attuali membri Ue del Consiglio di Sicurezza, avvertono che "l'escalation militare a Idlib, in Siria, deve fermarsi ora". Questi Stati condannano dunque l'attacco ai soldati turchi, sostenendo che queste azioni "dimostrano che il regime siriano, assistito e sostenuto politicamente dalla Russia, continua la sua strategia militare ad ogni costo". Gli Stati Uniti, da una parte, chiedono "un cessate il fuoco immediato e duraturo", ma l'ambasciatrice americana Kelly Craft, condannando l'attacco, ha pure dichiarato che "la Turchia ha il nostro pieno supporto nel rispondere per autodifesa ad un attacco ingiustificato".

L'ambasciatore di Ankara all'Onu Feridun H. Sinirlioglu ha affermato che il suo paese "non vuole la guerra, ma non esiterà a usare la forza se e quando la sua sicurezza sarà minacciata". Il suo omologo di Damasco, Bashar al Jafaari, respinge tuttavia l'affermazione della Turchia secondo cui l'aggressione contro il suo Stato è autodifesa.

 
FD/ATS
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