La governatrice del Michigan (keystone)

Sventato un complotto in Michigan

Tredici persone accusate di aver voluto rapire la governatrice democratica e causare "una guerra civile"

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Tredici persone legate a un gruppo di estrema destra sono accusate di aver voluto rapire la governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer, prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre, di giudicarla per "tradimento" e scatenare una "guerra civile".

Sei dei cospiratori, il cui complotto è stato sventato dall'FBI, sono considerati "estremamente violenti" dal procuratore Andrew Birge, che ha reso pubblico giovedì l'atto di accusa. Rischiano l'ergastolo.

Il gruppo paramilitare, in possesso di armi da fuoco ed esplosivi, voleva far scattare il piano durante l'estate, quando la Whitmer era finita sotto i riflettori per essere stata nella rosa delle candidate alla vicepresidenza presa in considerazione da Joe Biden. E per questo finita anche nel mirino delle critiche di Donald Trump, soprattutto quando la politica democratica in agosto varò un decreto con severe restrizioni anticoronavirus, per evitare il diffondersi dei contagi.  "Liberate il Michigan!" fu uno dei tweet del presidente americano in quei giorni, quando davanti al Campidoglio della capitale del Michigan, Lansing, centinaia di persone, anche armate, si radunarono per protestare contro il lockdown. Biden per questo non ha perso l'occasione per criticarlo: "Dovrebbe sapere che le parole che usa hanno un peso".

Gli agenti federali sono entrati in azione poco prima che la milizia, che contava di arrivare fino a 200 uomini, finisse di completare l'addestramento già in corso con esercitazioni di tipo militare.

 
AFP/ANSA/pon
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