"Nessuna collusione" con i russi (reuters)

Trump si smarca dal Russiagate

I fatti contestati dall'FBI al suo ex manager sarebbero antecedenti alla campagna presidenziale

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Donald Trump prende le distanze dagli sviluppi del caso Russiagate, che coinvolge alcuni dei suoi più stretti collaboratori, tra cui l'ex manager della campagna elettorale, Paul Manafort, che lunedì si è costituito davanti alla polizia federale. In un tweet, il presidente degli Stati Uniti, sostiene che i fatti contestati a Manafort dall'FBI risalgono a un periodo precedente alla sua discesa in campo.

"Perché il focus (delle indagini, ndr) non sono la corrotta Hillary e i Dem?", twitta Trump, aggiungendo: "Non c'è alcuna collusione", riferendosi ai rapporti con la Russia. I capi d'accusa contro Manafort sono 12 e includono la cospirazione.

Intanto, un altro ex collaboratore della campagna di Trump, George Papadopolous, si è dichiarato colpevole per aver reso false dichiarazioni alla polizia federale statunitense nell'ambito delle indagini del procuratore speciale Robert Mueller.

In una email del marzo 2016, Papadopoulos propose di organizzare un incontro tra vertici russi e dirigenti della campagna di Trump. La proposta fu però respinta da Paul Manafort, secondo un suo portavoce.

ANSA/eb

Russiagate, prime incriminazioni

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TG 20 di lunedì 30.10.2017

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