Obituary

Habermas, l’ultimo difensore della ragione pubblica

Il filosofo che ha creduto nella forza del dialogo e del diritto, tra coerenze profonde e scelte che hanno acceso il dibattito, come la sua posizione sul conflitto a Gaza

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Di: Rod 

Con la morte di Jürgen Habermas (la notizia è stata comunicata oggi, 14 marzo 2026, dalla sua casa editrice) scompare non solo uno dei più grandi filosofi europei del secondo Novecento, ma anche uno degli ultimi grandi difensori di un’idea esigente di modernità, quella che vede nella ragione pubblica, nella discussione aperta e nella forza del diritto strumenti indispensabili per rendere la convivenza politica più giusta.
Per oltre mezzo secolo Habermas ha sostenuto che l’Illuminismo non è un capitolo chiuso della storia europea, ma un progetto ancora incompiuto. La modernità, secondo la sua celebre formula, resta un processo aperto che richiede di essere continuamente rinnovato attraverso pratiche democratiche e istituzioni capaci di tradurre in norme condivise le pretese di validità avanzate nel discorso pubblico.

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Habermas

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Diderot 18.06.2019, 17:05

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La sua teoria dell’agire comunicativo, forse il contributo più influente della sua opera, nasce da questa convinzione. Habermas cercò di mostrare come il linguaggio non sia soltanto uno strumento di espressione o di strategia, ma anche il luogo in cui gli individui possono mettere alla prova reciprocamente le proprie affermazioni di verità, giustezza e sincerità. In questa prospettiva i conflitti sociali non devono essere risolti soltanto attraverso il potere o la contrattazione di interessi, ma possono essere sottoposti a processi di argomentazione orientati all’intesa.

La difesa della sfera pubblica

Da qui deriva anche la sua difesa della sfera pubblica, intesa come spazio di discussione critica tra cittadini, capace, almeno idealmente, di collegare la formazione dell’opinione pubblica ai processi decisionali delle istituzioni democratiche.
Questi capisaldi (la centralità del linguaggio, il ruolo normativo del diritto, l’importanza di istituzioni sovranazionali) hanno orientato anche la sua riflessione sulla politica internazionale. Habermas ha spesso sostenuto la necessità di rafforzare il diritto internazionale e le istituzioni multilaterali, convinto che la pace non sia un dato naturale ma una costruzione politica fragile, che richiede regole condivise e meccanismi giuridici capaci di limitare l’arbitrio degli Stati.
In questo quadro si inserisce anche la sua idea di “patriottismo costituzionale”, una forma di appartenenza politica che non si fonda su identità etniche o culturali, ma sull’adesione a principi democratici e a un ordine costituzionale condiviso.

La presa di posizione su Gaza

Proprio questa architettura teorica ha reso discussa una delle sue ultime prese di posizione pubbliche, quella sull’attacco israeliano a Gaza dopo il 7 ottobre 2023. Habermas, insieme ad altri intellettuali tedeschi, ha difeso il diritto di Israele a reagire all’attacco di Hamas, insistendo sulla responsabilità dell’organizzazione islamista e sulla necessità di distinguere tra critica legittima e delegittimazione dello Stato israeliano. Una posizione che ha suscitato un intenso dibattito pubblico e che alcuni commentatori hanno ritenuto in tensione con la sua tradizionale enfasi sulla limitazione dell’uso della forza e sulla tutela dei civili.

Al di là delle controversie

Al di là di queste controversie, Habermas resta il pensatore che più di ogni altro ha cercato di fornire alla democrazia contemporanea una base normativa fondata sulla ragione pubblica. La politica, nella sua prospettiva, non è soltanto competizione tra interessi o esercizio del potere, ma anche un processo di formazione della volontà collettiva attraverso il confronto argomentativo.
A conti fatti, con la sua scomparsa si chiude una stagione importante del pensiero europeo. Resta però aperta la domanda che ha attraversato tutta la sua opera. E cioè, come proseguire il progetto di una modernità incompiuta in un mondo in cui la fiducia nella ragione pubblica e nelle istituzioni democratiche appare sempre più fragile.

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  • Lina Simoneschi Finocchiaro

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