Soldati siriani bene accolti al nord, dove mancavano dall'inizio della guerra
Soldati siriani bene accolti al nord, dove mancavano dall'inizio della guerra (keystone)

Truppe siriane a Manbij

I soldati di Assad occupano uno degli obiettivi di Erdogan - Sanzioni statunitensi contro la Turchia

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La televisione di Stato siriana ha annunciato lunedì sera che per la prima volta dall'inizio del conflitto in Siria nel 2012, le truppe del regime sono entrate a Manbij, città all'estremità occidentale del territorio controllato dai curdi, strategica perché punto di passaggio tra la regione di Aleppo e quella di Raqqa, nel nord della Siria.

Siria, i turchi verso Manbij

Siria, i turchi verso Manbij

TG 20 di lunedì 14.10.2019

 

Questo all'indomani dell'annuncio di un'intesa fra Bashar el Assad e gli stessi curdi per frenare l'avanzata turca, in corso dal 9 ottobre con l'obiettivo dichiarato di creare una fascia di sicurezza di 32 chilometri e che ha proprio Manbij e Kobane nel mirino. Finora fra le truppe di Erdogan e quelle siriane non c'è mai stato un confronto diretto, come ricorda Philippe Zahn, inviato di SRF nella zona di confine, collegato in diretta con il Telegiornale.

 

L'accordo fra curdi e regime -"fra un compromesso e l'annientamento del nostro popolo abbiamo scelto la vita", ha spiegato un comandante dei primi- è stato promosso dalla Russia, storica alleata di Damasco e che con il suo intervento nel conflitto nel 2015 ha di fatto evitato che il Governo siriano perdesse la guerra.

Mani russe sulla Siria

Mani russe sulla Siria

TG 20 di lunedì 14.10.2019

E se la Russia continua a manovrare dietro le quinte, Donald Trump che, con il ritiro dei soldati statunitensi nel nord della Siria ha di fatto dato mano libera ad Ankara, lunedì sera ha annunciato sanzioni contro dirigenti turchi e un aumento del 50% dei dazi sull'acciaio in risposta all'operazione militare in corso, che ha causato centinaia di vittime e quasi 200'000 sfollati.

 

L'inquilino della Casa Bianca si dice pronto a "distruggere l'economia turca" ma incassa nel contempo critiche interne al suo stesso partito: il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha definito il ritiro delle truppe americane "una calamità strategica" per gli interessi di Washington nella regione, con il rischio di favorire la rinascita dell'autoproclamato Stato islamico.

 
TG/ATS/pon
Condividi