Donne marocchine manifestano solidarietà nei confronti delle turiste assassinate (keystone)

Turiste uccise, condannati a morte

Il tribunale marocchino di Salé conferma le sentenze capitali in appello: 20 anni all'imputato svizzero

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I giudici del tribunale antiterrorismo della corte d'Appello di Salè, in Marocco, hanno confermato, in appello, la condanna a morte per i tre principali imputati dell'omicidio delle due turiste scandinave, decapitate a Imlil, alle pendici del monte Toubkal, nel dicembre del 2018. I magistrati hanno anche deciso di commutare in pena capitale l'ergastolo comminato in primo grado al quarto uomo, che ha partecipato all'organizzazione del duplice delitto ma non, di fatto, all'assassinio.

Due svizzeri tra i condannati

Il tribunale ha poi confermato la condanna a 20 anni di carcere per un cittadino con la doppia nazionalità, svizzera e spagnola. A un altro svizzero, coinvolto nello stesso caso giudiziario, la pena per aver "formato una banda terroristica" era stata invece già ridotta due settimane fa (da 10 a cinque anni di reclusione).

I condannati facevano parte di un gruppo organizzato di 24 persone, tutte coinvolte, in modo diverso, nel duplice assassinio di Luisa Vesterager Jesperse, danese, 24 anni, e Maren Ueland, norvegese di 28 anni, decapitate mentre erano accampate per un trekking sulle montagne dell'Alto Atlante.

Un duplice omicidio che ha scosso il Paese

Il doppio omicidio ha scosso il Marocco che, dopo gli attacchi costati la vita a 17 persone nel 2011 a Marrakech, era stato risparmiato dalle violenze degli islamisti radicalizzati fino al 2018, appunto.

Le esecuzioni capitali in Marocco continuano ad essere comminate, ma sono di fatto sospese dal 1993, in virtù di una moratoria. L'abolizione della pena di morte rimane oggetto di discussione.

Marocco, svizzero condannato

Marocco, svizzero condannato

TG 20 di giovedì 31.10.2019

 
ATS/M. Ang.
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