Le due Caroline e il lockdown

Le due Caroline e il lockdown

USA, il confine del lockdown

Siamo andati tra North e South Carolina. Da una parte ancora tutto chiuso, dall’altra la lenta riapertura

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Stessa spiaggia, stesso mare. Ma di mezzo c’è il lockdown. Che divide quasi in due l’America. E separa pure le due Caroline. In quella del Nord sono state estese le misure di contenimento dei contagi. E l’accesso all’oceano e alle sue onde resta tuttora inaccessibile. Al Sud le dune sono tornate a riempirsi di bagnanti, anche se non grandi folle. Ci siamo fermati a Myrtle Beach. Qui nei mesi estivi arrivano 14-15 milioni di turisti. All’inizio di maggio – se non ci fosse l’emergenza coronavirus – ne sarebbero già arrivati decine di migliaia. Il nostro corrispondente dagli USA Emiliano Bos ne ha trovati molti meno.

Il Covid-19 comunque non conosce confini. Anche perché dalla North Carolina arrivano un sacco di turisti. Che potenzialmente potrebbero portare il virus. E l’approccio che è diverso. Da una parte si ritiene sia necessario mantenere il blocco. Dall’altra, come a Myrtle Beach, la necessità di far ripartire l’economia ha spinto l’amministrazione municipale a riaprire le porte al turismo, spina dorsale dell’economia locale lungo il Grand Strand, una lingua di spiaggia lunga una cinquantina di chilometri sull’Atlantico.

 

Ma c’è chi invita alla prudenza, come Mike Chestnut, da 20 anni consigliere municipale a Myrtile Beach e titolare di un ristorante. “Io ho perso il 75-80% del fatturato, conosco da vicino la crisi. Ma occorre trovare equilibrio tra urgenza economica e salute”.

Emiliano Bos/Red. MM
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