L'embargo energetico pesa sugli USA

TG 20 di venerdì 11.03.2022

USA, inflazione e benzina alle stelle

Il presidente Joe Biden punta il dito su Putin, ma il costo del carburante aumenta da un anno e, dopo l’invasione russa dell'Ucraina, pare destinato a salire ancora

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Anche negli Stati Uniti la situazione economica preoccupa. Gli americani se ne rendono conto ogni giorno... e quando non è il portafoglio, è l’aggiornamento dell’inflazione a ricordarlo. Più 7,9% a febbraio, nuovo record da 40 anni, trascinato dai costi dell’energia.

“Da quando Putin ha iniziato a circondare militarmente i confini ucraini, il prezzo della benzina in America è aumentato di 75 centesimi. E con questo embargo salirà ancora. Farò tutto il possibile per minimizzare l'aumento causato da Putin”, ha dichiarato il presidente USA, Joe Biden.

Il Presidente ricorda Putin con insistenza, ma il prezzo del carburante aumenta da un anno e, dopo l’invasione russa, pare destinato a salire ancora.

“L’Amministrazione ha riallacciato i contatti con il Venezuela, che sarebbe una soluzione logica, anche se a causa dei mancati investimenti fatti ci sono dubbi sulle capacità produttive… ma poi c’è l’Iran. Si parla sempre di più di colloqui e negoziati per togliere le sanzioni all’Iran, affinché possa rifornire il mercato", dice Anna Mikulska, esperta di energia del Baker Institute di Houston.

Al solo sentire il nome di Caracas o di Teheran, l’opposizione s’infiamma. Sebbene i sondaggi confermino l’ampio sostegno repubblicano allo stop energetico alla Russia. “Questa Casa Bianca va col cappello in mano a supplicare i peggiori attori in giro per il mondo per far aumentare la loro produzione, ma non cessa la sua guerra santa contro i produttori di energia qui a casa nostra”, dice Mitch McConnell, leader dei Repubblicani al Senato.

In un Paese dove in media l’81% degli abitanti ha un’auto, rimane complicato trovare alternative fossili al costante aumento dei consumi. “Sapete chi potrebbe fare qualcosa? L’Arabia Saudita, ma non intende fare nulla. Perché la Russia fa parte dell’Opec Plus: gli arabi hanno bisogno della Russia per essere influenti nei confronti degli Stati Uniti come lo erano un tempo. E sono coscienti che prima o poi il conflitto finirà e loro tornerebbero nella stessa situazione subalterna di prima”, spiega Anna Mikulska.

Per gli Stati Uniti vengono al pettine paradossi e anomalie della propria politica energetica. E l’urgenza della crisi Ucraina non fa che metterne in risalto le fragilità e accrescere le incertezze per i consumatori americani.

TG/Massimiliano Herber
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