Davanti alle telecamere a Bruxelles (Keystone)

"Un fallimento delle autorità afghane"

Stoltenberg ha difeso l'impegno della Nato ed esortato i talebani a rispettare accordi presi - In Afghanistan rientra il leader Baradar

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"Quelli che prendono il potere" in Afghanistan "hanno la responsabilità di far sì che il terrorismo non riprenda forza". Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha preso la parola martedì pomeriggio, in un'attesa conferenza stampa nella quale ha chiarito che "se si ristabilisse il regime del terrore, l'Afghanistan rischierebbe l'isolamento".

Secondo il massimo esponente dell'organizzazione che riunisce 30 stati, la colpa della presa di potere dei talebani sarebbe da attribuire al "fallimento delle autorità afghane". Stoltenberg ha difeso l'impegno della Nato, riconoscendo tuttavia che da questa sconfitta occorrerà trarre delle "lezioni" considerando la sorpresa per l'imprevista velocità del "crollo politico e militare delle ultime settimane". Il funzionario norvegese ha quindi puntato l'indice all'indirizzo del governo di Kabul, reo di "non essere riuscito a tenere testa ai talebani e a raggiungere la soluzione pacifica che gli afghani cercavano disperatamente. È il fallimento delle autorità afghane che ha portato alla tragedia che vediamo oggi", ha insistito.

L'alleanza armata internazionale si attende ora che i talebani rispettino l'accordo stabilito con gli Stati Uniti nel 2020, secondo cui con la fine della presenza americana, i talebani avrebbero assicurato che l'Afghanistan non sarebbe diventato una piattaforma per terroristi contro le forze alleate. "Rimaniamo vigili e abbiamo le capacità di colpire terroristi anche a distanza" ha affermato il numero uno della Nato.

Il ritorno del co-fondatore del movimento talebano

Intanto nel Paese asiatico prosegue l'organizzazione del potere esecutivo talebano. Ha infatti fatto ritorno a Kandahar anche una delegazione guidata dal mullah Abdul Ghani Baradar, secondo quanto reso noto dal portavoce dell'ufficio politico dei talebani, Muhammad Naeem.

Baradar, capo politico dei negoziatori talebani a Doha e co-fondatore del movimento con il mullah Omar, è rientrato in Afghanistan per discutere con gli altri leader del nuovo governo.

AFP/ATS/OCartu
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