Venerdì, la giudice federale statunitense Kate Menendez ha imposto restrizioni alla polizia dell’immigrazione (ICE) nello Stato del Minnesota. Nella sua sentenza, Menendez ha ordinato agli agenti, tra le altre cose, di non arrestare o trattenere i manifestanti che si trovavano nei loro veicoli e che “non ostacolavano” le loro azioni, e di non usare lo spray al peperoncino. Il Dipartimento di Sicurezza Nazionale ha 72 ore di tempo per adeguarsi.
Per ora l’Insurrection Act non sarà invocato
Poco prima, Donald Trump aveva dichiarato di non vedere “alcuna ragione in questo momento” per invocare l’Insurrection Act, che gli avrebbe permesso di utilizzare l’esercito come forza di polizia di fronte alle manifestazioni nello Stato. “Se ne avessi bisogno, lo userei. Non credo che al momento ci sia alcun motivo per farlo”, ha spiegato il presidente degli Stati Uniti ai giornalisti alla Casa Bianca.

USA: le proteste di Minneapolis
Telegiornale 16.01.2026, 20:00
Indagine su Walz e Frey
I media statunitensi hanno riferito poi che il Dipartimento di Giustizia sta indagando su diversi rappresentanti eletti dello Stato, tra cui il governatore Tim Walz e il sindaco Jacob Frey, per aver ostacolato l’ICE. Walz e Frey sostengono che gli agenti federali non sono i benvenuti nello Stato e contestano l’affermazione ufficiale secondo cui l’agente che ha sparato a Renee Good a Minneapolis ha agito per autodifesa, sulla base di video. Chiedono che vengano accertate le responsabilità per la morte della madre 37enne, temendo che l’indagine dell’FBI sia di parte.
“Dirottare il sistema giudiziario contro i suoi oppositori è una strategia autoritaria”, ha denunciato venerdì Tim Walz su X. “L’unica persona non indagata per Renee Good è l’agente federale che ha sparato”, ha aggiunto Walz. Da parte sua, Jacob Frey ha criticato “un evidente tentativo di intimidazione” sullo stesso social network.










