L'esercito cede terreno e la popolazione fugge
L'esercito cede terreno e la popolazione fugge (keystone)

Un sesto capoluogo diventa talebano

Prosegue l'avanzata degli insorti in Afghanistan, dopo il ritiro delle truppe straniere - In Germania è polemica: "Abbandonati gli ex collaboratori"

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I talebani hanno preso oggi, lunedì, il controllo di Aibak, il sesto capoluogo di provincia (nella fattispecie di quella di Samangan) a finire nelle loro mani in quattro giorni. Passa quindi di successo in successo l'offensiva lanciata in coincidenza con l'addio al Paese del contingente straniero guidato dagli Stati Uniti. Domenica, nel giro di poche ore, era toccato a Taloqan, Sar-e-Pul e soprattutto Kunduz, importante crocevia fra Afghanistan e Tagikistan, di cui l'esercito sta cercando di riprendere i punti strategici.

L'avanzata talebana fa il paio con una campagna di uccisioni di esponenti governativi, condotta in queste settimane nella capitale Kabul. Il prossimo obiettivo potrebbe essere Mazar-i-Sharif, principale città del nord del Paese e quartier generale fino a poche settimane fa delle truppe tedesche.

 

E proprio in Germania cresce la polemica sulla sorte dei quasi 8'000 dipendenti locali che la Bundeswehr aveva durante il suo stazionamento. Come Washington, anche Berlino ha garantito loro la possibilità di asilo, ma solo 1'796 sono già in Germania, al sicuro da rappresaglie. Questo perché per trasferirsi devono portare a termine tutta una serie di passaggi burocratici, dalla richiesta del visto alla compilazione di moduli, fino all'organizzazione in proprio del viaggio, con un volo di linea. Politici e organizzazioni umanitarie criticano ora il Governo di Angela Merkel, accusandolo di aver piantato in asso gli ex collaboratori, "uno scandalo e una vergogna per la Germania intera", come ha dichiarato il deputato socialdemocratico Wolfgang Hellmich.

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