Le esecuzioni sono aumentate nel 2025. È quanto emerge da un monito lanciato lunedì dall’Alto commissariato ONU per i Diritti Umani.
L’aumento, si legge in una nota, è attribuito alle esecuzioni nei Paesi che ancora applicano la pena di morte, in particolare per reati legati alla droga, che non prevedono omicidi intenzionali.
Negli Stati Uniti sono state eseguite 47 condanne a morte. “Il numero più alto degli ultimi 16 anni”, dice il commissario Volker Türk.
In Iran, almeno 1’500 persone sarebbero state giustiziate, di cui almeno il 47% per reati di droga. In Arabia Saudita circa 356, superando il record stabilito nel 2024. Le esecuzioni pubbliche sono continuate in Afghanistan.
In Somalia almeno 24 persone sono state giustiziate, 17 a Singapore. In Cina e in Corea del Nord, la pena di morte rimane avvolta nel segreto, rendendo difficile ottenere dati accurati. In Bielorussia, i reati capitali sono stati ampliati.
Alcuni Stati hanno adottato delle misure, come Vietnam, Pakistan, Zimbabwe o Malesia, che hanno ridotto il numero di reati punibili con la morte.

Pena di morte con l'azoto, per l'ONU è tortura
Telegiornale 26.01.2024, 12:30







