Una protesta che non si placa

I manifestanti negli Stati Uniti continuano a invadere le strade e danneggiare le città dopo la morte di George Floyd

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La morte di George Floyd ha scatenato un'ondata di proteste in diverse città degli Stati Uniti. Le forze dell'ordine sono confrontate con una forza dirompente che sta mettendo sotto sopra molti paesi a stelle e strisce. Le manifestazioni sono partite da Minneapolis, luogo dei fatti, e si sono poi diffuse un po' ovunque: New York, Boston, Atlanta, Washington, Portland, ecc.

 

RG 18.30 del 30.05.20: il servizio di Pierre Ograbek
RG 18.30 del 30.05.20: il servizio di Pierre Ograbek
 

La situazione è diventata così grave nello stato più grande del Minnesota che le autorità hanno imposto un coprifuoco, bellamente ignorato da chi ha deciso di proseguire con i disordini per tutta la notte tra venerdì e sabato. L'urlo di rabbia non si è dunque placato nemmeno dopo l'arresto di Derek Chauvin, l'ex agente di polizia che ora è accusato di omicidio colposo per aver provocato la morte dell'afroamericano, e secondo Tim Walz, il governatore dello Stato ci sarebbe ora un secondo fine dietro a queste azioni: "Queste persone sono interessate solo alla distruzione e al caos. È un tentativo organizzato di distruggere la società civile".

RG 18.30 del 30.05.20: Massimiliano Herber da Minneapolis: sembra il giorno dopo un bombardamento
RG 18.30 del 30.05.20: Massimiliano Herber da Minneapolis: sembra il giorno dopo un bombardamento
 

Lo stesso Walz ha dichiarato che nonostante la più grande mobilitazione delle forze di sicurezza in tempo di pace, lo Stato è minacciato da un'altra notte di violenza. Il Pentagono nel frattempo ha allertato l'esercito, che sarebbe pronto a intervenire per riportare l'ordine.

 
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