Si riaccende la polveriera mediorientale
Si riaccende la polveriera mediorientale (keystone)

Un'ambasciata che infuoca Gaza

Decine di morti e centinaia di feriti negli scontri tra palestinesi e militari israeliani, nel giorno dell'inaugurazione della sede diplomatica statunitense a Gerusalemme

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Lunedì di alta tensione in Medio Oriente. Nel giorno in cui è stata inaugurata la nuova ambasciata statunitense a Gerusalemme, si contano oltre una cinquantina di manifestanti palestinesi uccisi e almeno 2'400 feriti negli scontri avvenuti nella Striscia di Gaza.

"A Gerusalemme non è stata aperta un'ambasciata, ma un avamposto americano", ha dichiarato il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmud Abbas, che ha parlato di "schiaffo" e annunciato uno sciopero generale e "tre giorni di lutto" per le persone morte.

Le due facce della medaglia
Le due facce della medaglia (keystone)

Le proteste sono iniziate nelle prime ore della giornata lungo la barriera difensiva dello Stato di Israele, secondo il quale "migliaia di manifestanti hanno lanciato pietre e molotov", per poi cercare di aprire brecce e tentare di infilarsi in territorio ebraico. L’esercito ha risposto aprendo il fuoco e lanciando gas lacrimogeni.

 

Come da programma, nel corso del pomeriggio si è svolta la cerimonia di apertura della nuova sede di rappresentanza di Washington. Per sottolinea il momento storico presente, tra gli altri, la figlia del presidente Donald Trump, Ivanka, accompagnata dal marito e dal segretario al Tesoro, Steven Mnuchin. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, durante il suo discorso di ringraziamento, ha dichiarato: "Non abbiamo migliori amici al mondo che gli Stati Uniti".

"Ricordate questo momento, questa è storia" (twitter)

Intanto, molti Governi si sono mobilitati e hanno condannato le violenze commesse dalle forze armate di Tel Aviv. Il Kuwait ha chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza ONU, mentre il consigliere federale Ignazio Cassis, in visita ufficiale in questi giorni in Giordania, ha espresso la sua preoccupazione e, attraverso il suo profilo twitter, ha lanciato un appello alle parti perché cessino le violenze.

In Svizzera invece, l'Unione democratica federale ha consegnato ai servizi parlamentari a Berna, una petizione in cui chiede alle autorità di seguire l’esempio degli Stati Uniti e spostare la sede della rappresentanza elvetica.

ATS/ANSA/YR/bin

 
 
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