Centinaia di droni e decine di missili russi (rispettivamente 297 e 50, secondo fonti ucraine) sono stati lanciati nella notte su domenica contro l’Ucraina, prendendone di mira in particolar modo le infrastrutture energetiche e causando un morto, secondo quanto riferito da Kiev, oltre a interruzioni dell’erogazione di elettricità.
Il bombardamento notturno - nell’imminenza del quarto anniversario dall’inizio del conflitto, che cade martedì - si è concentrato sulla capitale e i suoi dintorni, sul porto di Odessa dove sono scoppiati incendi e sull’Ucraina centrale.
Pure Kiev ha attaccato infrastrutture energetiche, nella parte della regione di Zaporizhzhia occupata dalle forze armate russe. Secondo il governatore regionale Evgeni Balitsky, questo ha causato un blackout.
Sabato l’esercito ucraino aveva colpito in Russia, prendendo di mira con missili Flamingo uno stabilimento per la produzione di missili a Votkinsk, nella repubblica di Udmurtia, distante quasi 1’500 chilometri dal confine. Il bilancio è di 11 feriti, tre dei quali ricoverati in ospedale secondo le autorità locali. Il bilancio dei danni non è conosciuto.
Esplosioni di matrice ignota a Leopoli
Accanto alle operazioni militari, si segnalano due esplosioni in successione - attribuite a “un atto terroristico” di matrice ignota - che è avvenuta attorno a mezzanotte a Leopoli, nell’Ucraina orientale. Sono state usate bombe di fabbricazione artigianale. Le deflagrazioni hanno ucciso una poliziotta e ferito una ventina di persone.

Guerra in Ucraina, colloqui a Ginevra
Telegiornale 18.02.2026, 20:00








