Tre ipotesi sull'attacco al Nord Stream

TG 20 di giovedì 29.09.2022

Vulnerabili non solo i gasdotti

Nord Stream, il sabotaggio appare ormai certo. Sotto i mari anche altre infrastrutture vitali e molto difficili da proteggere - La parola a un esperto

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Russia e Stati Uniti continuano a rimpallarsi la responsabilità delle falle - a questo punto ne sono accertate quattro - che hanno danneggiato forse irreparabilmente i gasdotti Nord Stream 1 e 2, facendo fuoriuscire il gas che contenevano nelle acque del Baltico, in zone di competenza danese e svedese. In un colloquio con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan, il presidente russo Vladimir Putin è tornato a parlare di un "atto di terrorismo internazionale".

Venerdì la questione dovrebbe essere oggetto di una riunione del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Che si sia trattato di un sabotaggio ormai è praticamente certo, ma non se ne conosce il responsabile. Nessuno parla più di incidente e certamente non Mauro Gilli, esperto di sicurezza internazionale al Politecnico di Zurigo.

Nord Stream, trovata una nuova falla

Nord Stream, trovata una nuova falla

TG 20 di giovedì 29.09.2022

 

Secondo lo specialista di strategia militare, "con i dati disponibili non ci è permesso identificare un'opzione specifica" su quali siano state le modalità. Fra le ipotesi plausibili che cita, quello di un'azione interna al gasdotto, "con mezzi robotici usati per esempio per le pulizie, ma dotati di esplosivo". Un'operazione possibile solo per chi ha un accesso diretto alle tubature. Più difficile che siano stati utilizzati sottomarini tradizionali, mentre potrebbero essere stati usati piccoli sottomarini "per forze speciali" o "a controllo remoto".

Ma come proteggere le infrastrutture che si trovano sott'acqua da simili attacchi? "Per l'attacco interno non c'è modo", replica Gilli, "per quello esterno è comunque molto difficile perché il metodo principale per intercettare i sottomarini è l'acustica e quelli moderni sono estremamente silenziosi". Inoltre, "mari e oceani sono estremamente vasti e pensare di sorvegliare una tubatura per tutta la sua lunghezza è sostanzialmente impossibile".

Non ci sono poi solo i gasdotti. Le infrastrutture sottomarine "più importanti e più a rischio sono tutti i cavi per le connessioni internet. Quando vanno a profondità molto elevate è molto difficile raggiungerli, ma ci sono molti punti in cui sono vulnerabili".

TG
Condividi