Turchia, deceduti due manifestanti

Sono ripresi intanto gli scontri con la polizia ad Ankara

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Un giovane ferito da un colpo di arma da fuoco alla testa durante le manifestazioni di Ankara ieri è in stato di morte cerebrale. Lo ha annunciato il segretario generale della Fondazione turca per i diritti umani. Un altro ragazzo ha invece perso la vita dopo essere stato travolto da un taxi che si è lanciato su un gruppo di manifestanti.

Sempre nella capitale sono intanto ripresi gli scontri con la polizia, che ha lanciato ancora gas lacrimogeni per disperdere un migliaio di persone che protestavano. Le forze dell'ordine sono intervenute quando i manifestanti, per lo più giovani e studenti, si sono riuniti sulla piazza centrale di Kizilay, già teatro ieri di violenti scontri che hanno causato numerosi feriti.

Sui social network continuano a circolare intanto foto e video sulla feroce repressione della protesta, da parte della polizia, di questi ultimi giorni. I dimostranti pretendono le dimissioni del premier Recep Tayyip Erdogan.

Gul ed Erdogan invitano i manifestanti alla calma

Dal canto suo, il capo dello Stato turco Abdullah Gul ha invitato oggi i dimostranti che da giorni manifestano a Istanbul ad agire con buonsenso e a porre fine a tutte le azioni di protesta. Il presidente li ha invitati al rispetto delle regole, sottolineando che se loro vogliono esprimere un'opinione, devono farlo in maniera pacifica.

Nonostante la tensione altissima nel paese, il premier Erdogan non ha cancellato una visita ufficiale di tre giorni nel Maghreb, lasciando Istanbul nella tarda mattinata dopo aver lanciato a sua volta un appello alla calma. Erdogan ha accusato il movimento di protesta d'avere collegamenti esteri e di essere organizzato da gruppi estremisti.


 

Gli hacker di Anonymous hanno attaccato i siti governativi turchi, in risposta alla dura repressione delle manifestazioni contro il premier Erdogan. I pirati digitali hanno bloccato i siti della Presidenza della Repubblica, della polizia e della tv privata di Stato, accusata di censurare la protesta su pressione del governo. "Da giorni vediamo i nostri fratelli e sorelle turchi, che protestano pacificamente, brutalizzati, picchiati, rincorsi dai mezzi della polizia", dice in un video il gruppo, che accusa Erdogan di aver instaurato "una dittatura come in Cina e in Iran".


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