Il Ticino e i Grigioni sono tra le aree più colpite (Archivio TI-Press (Sonogno))

Alpi, è allarme spopolamento

A lanciarlo il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) – “Entro il 2050 in certe regioni ci saranno quasi solo anziani”

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Le regioni alpine si stanno spopolando e bisogna correre ai ripari. È questo in estrema sintesi l’allarme lanciato oggi (martedì) dal Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB), secondo il quale il saldo demografico e l'invecchiamento della popolazione sono le sfide principali che attendono le valli periferiche del Ticino e dei Grigioni, così come altre regioni montane della Svizzera. “Entro il 2050 alcune regioni alpine apparterranno in larga maggioranza agli anziani” si legge in una nota odierna del SAB.

Il cambiamento demografico ha un impatto più precoce e più forte nelle regioni di montagna che nelle regioni urbane, rileva il SAB nel suo bollettino annuale, aggiungendo che in alcune regioni si registra un calo, nonostante la popolazione residente permanente nelle zone di montagna - globalmente - sia passata da 1,9 a 2,1 milioni di persone tra il 2010 e il 2018.

A influire inoltre è anche l'invecchiamento della popolazione: nel corso del periodo in esame, sottolinea l'organizzazione, la proporzione della popolazione al di sotto dei 18 anni si è abbassata dal 35 al 33%.

Attirare giovani e famiglie

Il SAB definisce questa evoluzione "inquietante" e, per far fronte a questa situazione, l'organizzazione negli ultimi anni sostiene i comuni di montagna che desiderano aumentare la loro attrattività per i giovani e le famiglie, combattendo allo stesso tempo l'emigrazione.

A preoccupare non è solo il saldo demografico, ma anche il numero di impieghi a tempo pieno. "Anche lo sviluppo economico mostra la necessità di agire", afferma il Gruppo, citando anche le difficoltà e le sfide strutturali di alcuni settori economici come l'agricoltura o il turismo.

Il SAB si è detto infine tuttavia soddisfatto del numero di nuove start-up sorte nelle regioni di montagna, che sono comparabili con quelle registrate nel resto della Confederazione. “Bisogna mettere l'accento sull'innovazione nel turismo e nella realizzazione di catene di produzione regionali e locali, in particolare nel settore agricolo” conclude l’organizzazione.

ATS/dielle
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