I programmi che mettono una "taglia sulla testa" della vulnerabilità sono diffusi in tutto il mondo tra le grandi aziende (Ti-Press)

Anche la Confederazione si affida agli hacker

Il progetto pilota testato nel 2021 ha convinto l'Amministrazione federale: sì agli "attacchi etici" per migliorare la sicurezza informatica

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Non solo la Posta, anche la Confederazione ha deciso di ricorrere agli hacker etici per migliorare la sicurezza dell'infrastruttura informatica e ridurre i rischi di ciberattacchi: con l'aiuto di Bug Bounty Switzerland, il Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) cercherà le debolezze dei sistemi dell'Amministrazione federale.

Le vulnerabilità dei sistemi informatici sono le vie di accesso più comuni per i ciberattacchi; occorre quindi individuare e correggere le falle di sicurezza il più rapidamente possibile, ma spesso i test di sicurezza standard non bastano. Ecco perché, nel quadro di programmi bug bounty in futuro saranno gli hacker etici a "dare la caccia" alle debolezze dei sistemi, come spiegato in un comunicato dal Dipartimento federale delle finanze (DFF).

Dopo un progetto pilota condotto nel 2021 dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e dai Servizi del parlamento, è stato deciso di mantenere il programma e di estenderlo al maggior numero possibile di sistemi informatici federali.

Hackers etici e utili

Hackers etici e utili

TG 20 di lunedì 31.05.2021

 
ATS/OCartu
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