La borsa di Zurigo, luogo simbolo della finanza elvetica (Keystone)

Borse, scatta il piano B

Il Consiglio federale ha deciso che senza equivalenza da parte dell’UE anche le azioni svizzere non potranno più essere trattate in Europa

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Il Consiglio federale ha deciso di fare ricorso al diritto d'urgenza per proteggere la Borsa svizzera: a partire dal 2019, le azioni elvetiche non potranno più essere negoziate nell'Unione europea. In questo modo, il Governo vuole garantire la continuazione delle operazioni nella Confederazione. Il regolamento è in vigore da venerdì sera ed è limitato a tre anni. Il Consiglio federale spera di trovare una soluzione con l'UE per allora. Se la questione relativa ai mercati azionari dovesse risolversi prima, è già stata individuata la via per fare in modo che il regolamento non abbia effetti pratici.

 

Berna e Bruxelles stanno negoziando un accordo istituzionale da cinque anni con reciproche pressioni. L'UE ha minacciato di non riconoscere più l'equivalenza della regolamentazione borsistica svizzera, dopo che a fine 2017 l’aveva concessa per un solo anno. Agli operatori dell'UE verrebbe quindi vietato di negoziare azioni sul mercato azionario elvetico.

Un piano delineato già a giugno

L'anno non è ancora finito e una decisione in merito può ancora essere presa verso la fine di dicembre, ma i mercati sono inquieti e vogliono sapere che cosa sta succedendo. Per questo motivo, il Consiglio federale ha deciso di attivare il suo piano B delineato in giugno.

All'inizio del prossimo anno l’Esecutivo introdurrà quindi un nuovo obbligo di riconoscimento per le piazze commerciali estere. Oggi circa un terzo dei titoli rossocrociati è negoziato fuori dai confini nazionali, la maggior parte dei quali nello spazio europeo. Ciò non sarà più consentito in futuro.

Non è una ritorsione

Il Consiglio federale sottolinea che non si tratta di una misura di ritorsione. Con l'obbligo del riconoscimento si mira a mantenere in funzione in Svizzera la negoziazione di azioni. Gran parte del lavoro viene svolto da operatori europei.

RG 18.30 del 31.11.18: la corrispondenza di Tomas Miglierina sulla reazione UE
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Bruxelles valuterà la situazione nel contesto dell'accordo istituzionale

"Comprendiamo che le misure possano entrare in vigore il 1 ° gennaio 2019", ha affermato alla RSI un portavoce della Commissione UE aggiungendo che "esamineremo e valuteremo la situazione, compresa la decisione sull'equivalenza e le contromisure, e discuteremo le possibili prossime fasi per lo sviluppo dell'accordo quadro istituzionale nei prossimi giorni e settimane".

RG 18.30 del 30.11.18: il primo commento del presidente dell'Associazione bancaria ticinese Alberto Petruzzella al microfono di Monica Fornasier
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La società SIX che gestisce la Borsa svizzera, e l'associazione dei banchieri hanno salutato con soddisfazione la decisione presa dal Consiglio federale per proteggere il mercato azionario elvetico.

Diem/ATS
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