Favorevoli i giudizi di Avenir Suisse sulla gestione della pandemia da parte dei Cantoni (Keystone)

Buone note per la gestione dei Cantoni

Uno studio di Avenir Suisse mostra che il federalismo e la gestione a livello cantonale hanno superato la prova della pandemia, promossi Ticino e Grigioni

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Il federalismo e la gestione a livello cantonale hanno superato la prova della pandemia. Lo segnala uno studio di Avenir Suisse. Il rapporto pubblicato mercoledì sulla gestione del coronavirus, di circa 140 pagine, ha analizzato l'azione dei Cantoni in ambiti diversi, dalla situazione degli ospedali, alle vaccinazioni e fino ai casi di rigore.

Tuttavia, la pianificazione a livello sanitario e della protezione della popolazione si è rivelata troppo poco dettagliata. In particolare, secondo Avenir Suisse, mancavano le conoscenze per intraprendere i primi passi necessari per il contenimento di una pandemia. Basti pensare alla relativa lentezza dell'applicazione del tracciamento dei contatti o la difficoltà iniziale per quel che riguarda i test.

Per arginare una pandemia, secondo lo studio, l'unica soluzione è un misto fra test in quantità e tracciamento dei contatti. Esempi positivi in questo senso sono stati Basilea Città e Campagna, Grigioni e Zugo. Serve comunque assolutamente, a detta della ricerca, un sistema di tracciamento a livello nazionale. I comportamenti più virtuosi, prendendo un po' tutti gli aspetti analizzati, si sono registrati in Ticino, nei Grigioni e ancora a Zugo.

La replica dei responsabili della Sanità cantonali

Se secondo Avenir Suisse la percezione delle responsabilità cantonali è ostacolata anche dalla mancanza di chiarezza delle competenze tra Confederazione, Cantoni e le conferenze dei direttori cantonali specializzati, la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) replica che il federalismo non è un ostacolo.

Secondo i direttori cantonali, nella gestione di una crisi di questa portata e complessità il federalismo è una sfida, non un ostacolo: "Non c'è niente che indichi che i Paesi centralizzati stiano gestendo la crisi fondamentalmente meglio" della Svizzera, sostiene Tobias Bär, portavoce della CDS.

Ciò che la popolazione interpreta come "esitazione e procrastinazione" su scala cantonale è in realtà il risultato della posizione istituzionale intermedia di queste conferenze, prosegue la CDS: "Questa posizione rende difficile prendere decisioni adeguate nei diversi cantoni e necessita di una revisione critica. Ciò è stato particolarmente vero per le decisioni della conferenza dei cantoni".

 
ATS/EnCa
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