Le stazioni che sono anche attive nei pernottamenti e nella ristorazione si mostrano più favorevoli al certificato (archivio keystone)

Campi da sci, mascherine o Covid pass?

A breve l'Ufficio federale della sanità pubblica prenderà la sua decisione. Intanto fra le stazioni invernali le opinioni divergono

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È in programma per i prossimi giorni un incontro fra i rappresentanti degli impianti di risalita e l'Ufficio federale della sanità pubblica, nell'ottica della decisione che lo stesso UFSP sarà chiamato a prendere sulle nuove misure contro il coronavirus da applicare alle stazioni invernali.

Intanto l'ipotesi dell'obbligo del certificato Covid, sostenuta dal presidente dei direttori cantonali della sanità Lukas Engelberger, non fa nel settore l'unanimità. "L'anno scorso non ci sono stati focolai di Covid nelle telecabine. Perché cambiare?", ha dichiarato ad esempio alla radio romanda Pierre Besson, presidente della cooperativa che gestisce il titolo di trasporto "Magic Pass" (abbonamento che consente di accedere a una quarantina di stazioni). Secondo invece Pierre Mathey, che presiede gli impianti di risalita in Vallese, l'orientamento attuale è quello di chiedere alla Confederazione di applicare alle stazioni le medesime regole degli altri trasporti pubblici, per i quali non è richiesto il certificato.

Tuttavia, precisa Mathey, le stazioni che sono anche attive nei pernottamenti e nella ristorazione si mostrano più favorevoli al certificato. È il caso, nei Grigioni, della società Fideriser Heuberge, che è stata fra le prime a decidere l'obbligo del certificato. "Poiché nel comprensorio sciistico gestiamo anche una società alberghiera e di ristorazione, per noi è decisamente più semplice chiedere il certificato in basso dove c'è la biglietteria, in modo da non avere altre restrizioni dove si scia", spiega il direttore Henrik Vetsch.

Gendotti: "Aspettiamo, ma la direzione è quella del certificato”

Anche in Ticino le discussioni sono aperte e, al Telegiornale, Gabriele Gendotti – presidente della Nuova Carì Sagl – ha spiegato che “innanzitutto dobbiamo aspettare di vedere cosa decide Funivie svizzere e poi ne dovremo parlare anche tra le stazioni ticinesi. Personalmente credo che alla fine si andrà in questa direzione, con l’accesso alle piste con il certificato, e questo dovrebbe anche un po’ favorire e semplificare l’accesso alle piste, tenuto conto che andrebbe comunque presentato per entrare nei ristoranti.”

Sul tavolo – secondo nostre informazioni – c’è anche l’opzione della libertà di scelta per i comprensori, che potrebbero quindi decidere autonomamente: “Sicuramente è possibile, anche se penso che possa essere una buona cosa poter coordinarsi, perlomeno a livello cantonale, in modo che tutti abbiano le stesse regole” conclude ancora Gendotti.

 
RG/TG/ARi/dielle
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