Ignazio Cassis (keystone)

Cassis presidente, la reazione dei partiti

Tra relazioni con l’UE e attenzione alla politica regionale, giro d’orizzonte sotto la cupola di Palazzo federale dopo l’elezione del consigliere federale ticinese

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Eletto mercoledì presidente della Confederazione, Ignazio Cassis si appresta a vivere un 2022 certamente molto impegnativo sia all'estero, perché sarà lui a rappresentare la Svizzera in moltissime occasioni ufficiali, sia all'interno dei confini nazionali. Quali sono, dunque, le aspettative del mondo politico? Lo abbiamo chiesto ad alcuni esponenti dei maggiori partiti presenti in Parlamento:

“Deve compiere passi avanti sul dossier delle relazioni con l’Unione europea, con progetti concreti. Sarà questo il suo compito più importante”, afferma ai nostri microfoni il capogruppo dell'Alleanza del centro, il consigliere nazionale vallesano Matthias Bregy.

Dai ranghi del suo partito, il PLR, anche l'europeista Christa Markwalder ritiene urgente fare passi avanti con l'UE ma sottolinea: “È compito dell'intero Consiglio federale e non solo di Ignazio Cassis. "Primus inter pares" il presidente dirige le sedute del Governo, ha quindi un certo influsso sull'agenda dei temi da discutere”, spiega la consigliera nazionale bernese.

Secondo il consigliere nazionale zurighese dell’UDC Gregor Rutz è però raro, ed è una forza della Svizzera, che il presidente cerchi di mettere l'accento su un determinato tema invece di un altro; infatti, deve prima di tutto garantire stabilità e tranquillità al Paese.

Cassis, è noto, a sinistra non è molto apprezzato. Il consigliere agli Stati Carlo Sommaruga (PS/GE) non usa troppi giri di parole: “Non ci aspettiamo molto, speriamo solo non faccia errori che potrebbero nuocere alla Svizzera, come successo in passato riguardo alla politica mediorientale”, ci spiega.

Infine, dalla deputazione ticinese alle Camere federali, le aspettative riguardano anche la politica regionale, come spiega la deputata ecologista Greta Gysin: “Spero che Ignazio Cassis riesca a sfruttare questo anno di presidenza per sensibilizzare sui problemi sia delle minoranze linguistiche, sia in merito a quelli che (il Ticino, ndr.) ha in quanto cantone di frontiera”

Senza dimenticare la pandemia. E qui, principale compito del presidente, è far prevalere la coesione e non le divisioni e le spaccature nella società.

Radiogiornale-Mattia Serena/ludoC
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