Si rinnova l'invito a tutelarsi contro le nuove varianti per chi potrebbe essere a rischio (Keystone)

Covid, vaccino di richiamo da ottobre

Le autorità federali invitano i gruppi a rischio a vaccinarsi nuovamente in vista della prossima ondata di contagi prevista da ottobre

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La prossima ondata di Covid è da prevedersi già dal prossimo mese. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e la Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) raccomandano pertanto un vaccino di richiamo dalla metà di ottobre, soprattutto per i gruppi a rischio.

La raccomandazione riguarda in particolare le persone di oltre 65 anni, quelle di più di 16 anni con problemi di salute o una trisonomia 21, nonché i giovani a partire dai 12 anni che soffrono di immunodeficienza, si legge in un comunicato diffuso oggi, venerdì. Secondo quanto indicano le autorità, il rischio di un'infezione viene così ridotto per la durata di diversi mesi.

Il richiamo è pure altamente consigliato per le donne incinte, a partire dalla 12esima settimana di gravidanza, o le madri che allattano. I rischi di contrarre una forma grave della malattia sono elevati in particolare per il nascituro. La vaccinazione non comporta invece rischi di complicazioni per la gravidanza e protegge pure il futuro bebè.

Per i soggetti a rischio che non si sono ancora fatti vaccinare, l'UFSP e la CFV raccomandano due iniezioni a distanza di quattro settimane l'una dall'altra. Il richiamo è inoltre raccomandato per il personale sanitario e le persone a contatto con soggetti a rischio. Ciò consente anche di evitare assenze dal lavoro. La scelta di farsi vaccinare spetta alle persone interessate, ricorda l'UFSP. L'obiettivo deve tuttavia essere quello di garantire la presa a carico dei soggetti a rischio.

Nessun richiamo per i giovani

Tutte le altre persone dai 16 ai 64 anni possono scegliere se farsi vaccinare o no. Stando all'UFSP e alla CFV, il rischio di sviluppare sintomi gravi è basso. I giovani di età compresa tra i 5 e i 15 anni non dovranno farsi vaccinare nuovamente. I sintomi sono leggeri, o persino inesistenti. Inoltre, i giovani che sono già stati infettati presentano ancora sufficienti anticorpi sedici mesi dopo la malattia. In giugno, il 90% dei ragazzi di più di cinque anni aveva anticorpi. Nessuna autorizzazione di vaccinazione è stata ancora rilasciata per i bambini sotto i 5 anni.

L'UFSP et la CFV precisano che la vaccinazione non impedisce la trasmissione del virus. Per evitare al massimo i rischi di infezione occorre, come sempre, rispettare le regole di igiene e indossare la mascherina.

Coincidenza tra picco e iniezione

La protezione contro il virus dopo una vaccinazione è al suo massimo nei tre mesi che seguono l'iniezione. Idealmente, questo periodo deve quindi coincidere con il picco dell'ondata. Le esperienze di questi ultimi anni hanno mostrato che la campagna di vaccinazione deve incominciare il 10 ottobre.

Gli obiettivi di questa vaccinazione rimangono quelli di proteggere le persone contro gli effetti gravi della malattia o di ridurli, nonché di proteggere il sistema sanitario contro un eventuale sovraccarico.

Il punto sul Covid 19

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Il Quotidiano di mercoledì 07.09.2022

 
ats/OCartu
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