Oggi le due modalità di cura sono finanziate diversamente
Oggi le due modalità di cura sono finanziate diversamente (keystone)

Cure ambulatoriali, pagheranno anche i cantoni

Il Consiglio degli Stati, dopo il Nazionale, accoglie il principio di un finanziamento unitario. Restano alcune divergenze

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I cantoni in futuro dovranno partecipare anche ai costi delle cure ambulatoriali e non solo di quelle stazionarie. È quanto prevede la proposta originata da un'iniziativa di Ruth Humbel datata 2009 e approvata giovedì dal Consiglio degli Stati con 29 voti contro 6 e 5 astensioni, anche se con diverse divergenze rispetto alla versione del Consiglio nazionale, a cui ritorna dunque il dossier.

Come è oggi

Attualmente i cantoni - e quindi il contribuente - si fanno carico del 55% delle cure ospedaliere in ambito stazionario, ovvero quando c'è ricovero, mentre quelle ambulatoriali (senza ricovero) sono interamente pagate dalle casse malati, e quindi in ultima istanza dagli assicurati. Negli ultimi anni si è assistito a una spinta verso le seconde, meno care, con la conseguenza però di contribuire a un aumento dei premi sgravando lo Stato.

Alain Berset alla Camera alta giovedì
Alain Berset alla Camera alta giovedì (keystone)

Come sarà

In futuro non sarà più così: dopo una lunga discussione incentrata essenzialmente sulla quota a carico dei cantoni, la Camera alta ha deciso con 28 voti contro 11 che verseranno il 26,9% dei costi netti, ovvero di quel che rimane una volta detratta la quota parte del paziente. Agli assicuratori resterà il 73,1%. Il Nazionale si era pronunciato per una partecipazione pubblica del 25,5%.

Il nuovo sistema di finanziamento unitario prevede che l'intera fattura - indipendentemente dal fornitore e dal tipo di prestazione - sia comunque trasmessa alle casse, che la pagheranno e incasseranno il contributo cantonale. Si tratta di miliardi di franchi ogni anno. Il periodo per adeguarsi alla nuova soluzione, una volta entrata in vigore, sarà di quattro anni.

Anche per le cure di lunga durata

Fra le divergenze da un ramo all'altro del Parlamento, c'è da risolvere in particolare quella dell'inclusione o meno in questo sistema delle cure fornite dalle organizzazioni di aiuto a domicilio e dagli istituti medico-sociali. Contro il parere delle casse malati, il Consiglio degli Stati ha ascoltato i cantoni e ha inserito queste due voci nell'elenco.

I cantoni, inoltre, dovranno essere inseriti nell'organizzazione incaricata della definizione tariffale, visto che saranno ora chiamati alla cassa, e dovranno pure avere accesso alle fatture originali - 130 milioni all'anno - per poterle verificare. Potranno rifiutarsi di pagare quando le condizioni formali non saranno soddisfatte, senza che questi soldi vengano messi a carico dei pazienti, e avranno i dati necessari per la sorveglianza e la pianificazione dell'offerta.

La riforma è lungi comunque dal risolvere tutti in problemi, in particolare perché definisce di fatto una diversa ridistribuzione dei costi, senza contribuire a un loro contenimento. Inoltre, se la sinistra ha sottolineato come si sia trattato di un "progetto degli assicuratori", il cui potere aumenterà, ma che saranno i cittadini a pagare, come assicurati o come contribuenti. Il potenziale di risparmio sui premi, inoltre, non è chiaro.

Per saperne di più:

 
ATS/pon
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