Perseguiti per omicidio colposo dopo l’incendio di Crans-Montana, i due proprietari del Constellation vengono ascoltati venerdì per la prima volta in qualità di imputati. Sono arrivati a piedi poco prima delle 08:00 all’Ufficio centrale del Ministero pubblico vallesano, vicino alla stazione di Sion, come riferiscono i colleghi di RTS.
Sul posto erano presenti più di cinquanta giornalisti svizzeri, ma anche italiani e francesi.
Gli imputati, Jacques e Jessica Moretti, accompagnati dai loro tre avvocati, non hanno cercato di nascondersi. La moglie indossava comunque degli occhiali da sole.
Scortati dalla polizia
Impossibilitati ad avanzare a causa della presenza di numerosi giornalisti, gli imputati e i loro avvocati hanno dovuto essere scortati da agenti di polizia che li hanno aiutati a entrare nell’edificio del Ministero pubblico. Nonostante le numerose domande dei giornalisti, i sospettati non hanno pronunciato una sola parola. Nemmeno i loro tre avvocati, di cui due noti penalisti del foro ginevrino.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Crans-Montana-Reynard-%E2%80%9CIl-1%C2%B0-gennaio-2026-non-lo-dimenticheremo-mai%E2%80%9D--3408633.html
In qualità di imputati
Per la prima volta dal dramma del 1° gennaio, i titolari del Constellation vengono ascoltati in qualità di imputati. Sono perseguiti per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose.
I francesi, per i quali vale la presunzione di innocenza, sono stati interrogati dalle 8:00 sulla loro situazione personale. Le tre procuratrici che li hanno convocati intendono in particolare fare chiarezza sul loro patrimonio immobiliare.
Salvo colpi di scena, oggi i proprietari del bar non saranno interrogati sui fatti, ossia sulle ragioni che possono aver condotto alla morte di 40 persone, di cui più della metà di età pari o inferiore ai 18 anni.
“Le parti civili sono finalmente prese in considerazione”
Diversi avvocati delle vittime possono assistere a queste audizioni, ma anche porre domande agli imputati. “Siamo contenti che le parti civili possano finalmente essere prese in considerazione nella procedura”, ha spiegato a RTS poco prima dell’inizio delle audizioni Romain Jordan, avvocato di diverse famiglie delle vittime. Aggiunge di sperare che la procedura possa ormai “procedere serenamente nell’interesse di tutti”.
“Ci aspettiamo che le famiglie possano ottenere delle risposte ed essere prese in considerazione, e che tutte le responsabilità, dalla A alla Z, vengano accertate”, aggiunge. Romain Jordan precisa inoltre di sperare di capire perché un simile dramma abbia potuto verificarsi in Svizzera, “nonostante tutto un arsenale giuridico, legislativo e di vigilanza”.









