Il popolo è chiamato a pronunciarsi sulle modifiche alla legge introdotte dal Parlamento lo scorso marzo
Il popolo è chiamato a pronunciarsi sulle modifiche alla legge introdotte dal Parlamento lo scorso marzo (keystone)

Di nuovo al voto sulla legge Covid-19

Sottoposte a referendum le modifiche alla normativa decise lo scorso marzo dal Parlamento

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Torna all’esame dei cittadini, per le prossime votazioni federali, la normativa che ha dato una base legale alle ordinanze emesse dal Governo per la gestione della crisi pandemica. Sul testo, e più precisamente sulla versione approvata nel settembre del 2020, la maggioranza dei votanti aveva già dato la sua approvazione lo scorso giugno. Ora, debbono superare lo scoglio del referendum le modifiche introdotte in marzo dal Parlamento a seguito degli sviluppi della situazione.

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Gran parte delle modifiche concernono l’estensione dei sostegni destinati alle imprese e ai lavoratori: dagli aiuti per le aziende nei casi di rigore, alle indennità di perdita di guadagno e per lavoro ridotto; dalle compensazioni contro la disoccupazione, fino a quelle per le perdite pubblicitarie subite dalle emittenti radiotelevisive private. La revisione di legge ha inoltre gettato le basi necessarie all’introduzione del certificato Covid, al finanziamento dei test sul coronavirus e all’attuale sistema di tracciamento dei contatti. Ulteriori norme concernono le prescrizioni sulle quarantene, gli approvvigionamenti di materiale medico e un piano teso a promuovere lo sviluppo e la produzione di farmaci efficaci contro la patologia. 

Nel caso di un “no” alle urne, tutti i provvedimenti legati alle modifiche cesserebbero di avere effetto nel marzo del prossimo anno.

Gli argomenti dei referendisti

I comitati che hanno promosso con successo il referendum ritengono che la revisione di legge sottenda un obbligo di vaccinazione indiretto e determini discriminazioni di fatto nei confronti di coloro che non sono vaccinati. Contestano quindi il certificato Covid, denunciando divisioni sociali e contrasti conseguenti alla sua applicazione.

Nella revisione di legge i referendisti ravvisano un inasprimento di portata estrema, attraverso il quale il Governo può esercitare poteri tali da consentirgli un controllo di massa sulla vita dei cittadini. Le normative vigenti, sostengono, sono già sufficienti per proteggere la popolazione dalle conseguenze della pandemia.

La posizione di Governo e Parlamento

Necessità del certificato Covid per evitare divieti e chiusure, del sistema di tracciamento per bloccare le catene d’infezione e dell’aumento degli aiuti a imprese e lavoratori per affrontare la crisi. Sono alcuni fra i maggiori argomenti evidenziati da Consiglio federale e Parlamento a sostegno della revisione di legge. 

La normativa approvata dalle Camere, si sottolinea, fissa chiari orientamenti per l’Esecutivo e assicura la partecipazione democratica. Il Governo sottolinea quindi l’imprevedibilità degli sviluppi della pandemia e i rischi ai quali, dopo un “no” alle modifiche di legge, sarebbe esposto quello che finora si è rivelato un efficace sistema di gestione della crisi.

 
ARi
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