Diario di una pedalata elvetica

Un corrispondente del TG decide, per una volta, di tornare nella Svizzera italiana con le proprie gambe e lo racconta nell’”Isotta in bicicletta"

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Trentacinque anni di andate e ritorni fra nord e sud. Di solito in auto, un po' meno in treno, eccezionalmente in aereo. La mia è la classica mobilità dell’emigrato ticinese al nord delle alpi, abituato alla noia del paesaggio autostradale. E dunque, per la voglia di vedere la Svizzera da altre prospettive ma anche per riempire i vuoti lasciati dai vari Paléo, Montreux, Locarno, per fare lo svizzero che visita la Svizzera, per essere ecologico come l’epoca richiede… ho proposto "l’Isotta in bicicletta" (furbescamente elettrica).

Mi sono molto umilmente ispirato alla poesia vagabonda di Nanni Moretti sulla vespa, ma soprattutto mi sono concesso tutte le libertà possibili: zero interviste concordate in anticipo, massima casualità degli incontri e dei percorsi, riprese e videoselfies rigorosamente improvvisati sul momento. Per la mia brava camerawoman (e montatrice) Audrey Morel, una settimana infernale: sola in macchina e nell’impossibilità di guidare sulle piste ciclabili, Audrey mi ha geolocalizzato tutto il tempo seguendomi a distanza come in un videogioco. Ha così anticipato il mio passaggio in zone a lei accessibili per farsi  trovare lì per filmarmi. Ho però filmato anche dalla bici, con una GoPro appesa al manubrio, con il mio smartphone o con una prodigiosa mini video camera che avevo in tasca. Cercando di non perdere l’equilibrio.

Alla fine, a parte una stupida caduta fiancheggiando un marciapiede, è andato tutto bene. Ho visto la Svizzera segreta che cercavo e che mi è sembrata curiosamente più piccola del solito. Forse perché in bici ti sembra di “toccarla”. Una Svizzera però anche più impressionante: quando sali il Gottardo in bici ti sembra che le montagne ti caschino addosso. Una Svizzera, infine, accessibile a tutti, visto che la trazione elettrica ha portato da Ginevra a Lugano anche l’anzianotto sottoscritto.

1.a tappa

Cicliste argoviesi, pittori ticinesi, e la nostalgia del militare che fu. Con il Lemano sullo sfondo

 

2.a tappa

Dal castellano alla parrucchiera per arrivare a Berna. La Broye racconta le sue storie

 

3.a tappa

L’Emmentaler è il formaggio più famoso del mondo? Anche se nell’Emmental c’è chi preferisce il Tilsiter?

 

4.a tappa

Viaggio alla scoperta degli svizzeri più svizzeri degli altri. Un esempio? Il signor Guglielmo

 

5.a tappa

Ticino I love you. Ovvero quando gli svizzeri italiani rivelano il loro luogo del cuore

 

Massimo Isotta

 

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