Disparità salariale torna a crescere

Le donne, in media, guadagnano 684 franchi al mese in meno. Ticino ultimo della classe

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Stesso lavoro, stessa formazione, stipendio diverso. In cifre: 684 franchi al mese in meno. È quello che viene definito "divario salariale inspiegabile" tra uomo e donna, quella parte di differenze che non è dunque riconducibile a fattori come esperienza o formazione.

Una divergenza che in Svizzera dal 2014 è tornata ad aumentare, passando in media dal 7,4% all'8,1% nel 2018, ultimo dato disponibile e rilasciato oggi dall'Ufficio federale di statistica.

"Quello che abbiamo notato è che non ci sono miglioramenti. E questo è legato soprattutto al fatto che in tante aziende il potenziale delle donne non viene sfruttato abbastanza", spiega Gudrun Sander, professoressa di economia dell'Università di San Gallo.

Il rapporto traccia anche le differenze sul piano regionale. In generale, a Ginevra vengono registrate le differenze minori, quelle maggiori a Zurigo. Se ci si limita però alla parte inspiegabile del divario, il Ticino è ultimo. A pesare - in questo caso - è soprattutto il settore privato. Nel settore pubblico, invece, il Ticino risulta essere primo della classe, perché il divario è invece del 3,1%. A fare la differenza potrebbero essere le nuove regole: aziende a partire da 100 dipendenti devono fare un'analisi della disparità salariale per fine giugno. "Di certo è un passo importante, allo stesso tempo non c'è però nessuno che controlla che queste analisi vengano davvero fatte", spiega Gabriel Fischer, di TravailSuisse.

TravailSuisse ha dunque deciso di stilare una "lista bianca". Un elenco di aziende che comunicano in modo trasparente gli stipendi dei e delle dipendenti.

TG/A. Wyttenbach/M. Ang.
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