A questo primo rilevamento hanno preso parte più di 14'000 aventi diritto (archivio tipress)

Due "sì" e un testa a testa

Votazioni federali del 28 novembre: le prime tendenze, secondo il sondaggio SSR, sui tre oggetti legati all'appuntamento alle urne

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Un'iniziativa ampiamente approvata, un'altra che divide piuttosto nettamente le opinioni e una revisione di legge che ha per ora un solido margine di consensi. Sono queste le tendenze scaturite dal primo sondaggio SSR sui tre temi legati alle ultime votazioni federali del 2021.

I dati complessivi sui tre oggetti in votazione
I dati complessivi sui tre oggetti in votazione (RSI/Gfs.bern)

Al rilevamento, i cui esiti sono stati elaborati dall'istituto demoscopico Gfs.bern, hanno preso parte più di 14'000 aventi diritto di tutte le regioni linguistiche della Svizzera.

L'iniziativa sulle cure infermieristiche, il primo oggetto sottoposto ai votanti, beneficia per ora di una netta maggioranza a favore: ben il 78% degli interpellati ha infatti espresso pareri apertamente o tendenzialmente favorevoli al testo. L'area dei contrari raggruppa per ora solo il 15% e quella degli indecisi il 7%. A livello regionale gli esiti di questo primo sondaggio riflettono sostanzialmente il dato nazionale. Nella Svizzera italiana, si attestano al 76% i consensi per questa proposta di modifica costituzionale.

Il quadro delle tendenze sulla prima iniziativa sottoposta ai votanti
Il quadro delle tendenze sulla prima iniziativa sottoposta ai votanti (RSI/Gfs.bern)

Fra le argomentazioni a favore dell'iniziativa, s'impone soprattutto il fatto di migliorare le condizioni di lavoro per poter mantenere personale qualificato, visto che quasi la metà delle infermiere e degli infermieri interrompe l'attività. Fra quelle di segno contrario, spicca soprattutto l'idea per cui salari e condizioni lavorative in quest' ambito non dovrebbero essere disciplinati dalla Confederazione.

Si constata invece un testa a testa sulla seconda iniziativa in votazione: quella che punta a introdurre un sistema di sorteggio per la designazione dei giudici del Tribunale federale. A sostenerla è complessivamente il 43% dei partecipanti al sondaggio. Il 42% è però di avviso contrario, mentre l'area degli indecisi comprende il 15%. Su quest'oggetto, in ogni caso, emerge per ora un livello ridotto di formazione delle opinioni: solo il 39% degli interpellati ha infatti già maturato una salda intenzione di voto a favore o contro il testo.

Iniziativa sulla giustizia: dato nazionale e regionale
Iniziativa sulla giustizia: dato nazionale e regionale (RSI/Gfs.bern)

Nella Svizzera italiana e in Romandia l'iniziativa incassa per ora una percentuale di consensi (46%) leggermente superiore al dato complessivo. Nella Svizzera tedesca prevalgono invece di strettissima misura (43%) i pareri di segno contrario. A muovere gli animi a favore del testo, è in particolare l'impressione per cui l'attuale procedura d'elezione dei giudici impedirebbe la selezione dei candidati migliori, perché coloro che non aderiscono ad alcun partito non avrebbero alcuna possibilità. Fra gli argomenti "contro", è segnatamente condivisa l'idea per cui un sorteggio favorirebbe i candidati più fortunati e non certo quelli più competenti; col risultato di minare la legittimazione democratica alle nomine.

Veniamo così al terzo dossier su cui il popolo è chiamato a esprimersi. Le modifiche apportate alla legge Covid-19 hanno al momento il sostegno del 61% degli interpellati, a fronte del 36% di contrari. Sul piano regionale è nella Svizzera italiana che si constata una quota più consistente (67%) di pareri positivi. La situazione di partenza appare quindi favorevole ai sostenitori della revisione normativa. Non siamo però ancora entrati nel vivo della campagna in vista del voto e il tema, certamente, ha in sé tutto il potenziale per polarizzare più fortemente le opinioni. 

Gli orientamenti rilevati sul terzo oggetto in votazione
Gli orientamenti rilevati sul terzo oggetto in votazione (RSI/Gfs.bern)

La più condivisa, fra le motivazioni a favore del progetto, è quella secondo cui il certificato Covid sarebbe la giusta misura per un graduale ritorno alla normalità. Primeggia invece, fra gli argomenti di segno contrario, l'idea per cui le leggi esistenti sarebbero già sufficienti per proteggere la Svizzera dalla pandemia.

I risultati del sondaggio, effettuato fra il 4 e il 18 ottobre, sono stati elaborati sulla scorta delle risposte pervenute attraverso interviste telefoniche e sulle pagine appositamente allestite sui portali d'informazione della SSR. Il margine d'errore statistico, per eccesso o per difetto, è di 2,8 punti percentuali.

Alex Ricordi

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