Svizzera

Negli atenei svizzeri più ricerca per l’esercito

È quanto prevede la strategia del Consiglio federale, con investimenti che potrebbero aumentare di dieci volte - Università e politecnici anche di fronte a interrogativi etici

  • Un'ora fa
  • 54 minuti fa
Ricerca sui droni al Politecnico federale di Zurigo
02:18

Radiogiornale delle 12.30 del 30.12.2025: Il servizio di Gianluca Olgiati su esercito e ricerca

RSI Info 30.12.2025, 12:30

  • Immagine d'archivio Keystone
Di: Radiogiornale - Gianluca Olgiati / Pa.St. 

Le università e i politecnici svizzeri potrebbero aumentare notevolmente le loro attività di ricerca al servizio dell’esercito. Si parla ad esempio di droni o cybersicurezza, con l’esercito che intende aumentare fino a 10 volte i propri investimenti nella ricerca.

Gli atenei svizzeri ricercano già oggi su incarico dell’esercito, in ambiti come i droni, la sorveglianza o la cybersicurezza. Ma entro il 2030 la collaborazione potrebbe allargarsi: la strategia del Consiglio federale prevede che Armasuisse, l’Ufficio federale dell’armamento, aumenti il contributo alla ricerca al 2% del budget dell’esercito. In altre parole, gli investimenti a favore di scuole universitarie e politecnici potrebbero aumentare di dieci volte, dagli attuali nove a novanta milioni di franchi all’anno, stando a quanto appurato da SRF.

Un esempio i droni: ce ne sono a decine al Politecnico federale di Zurigo, nel laboratorio del professor Roland Siegwart. Nessuno di questi è stato sviluppato come arma di guerra, eppure “buona parte potrebbe essere impiegata anche in ambiti militari” ha detto Siegwart a SRF.

Si tratta di un equilibrio delicato Stando al Politecnico di Zurigo, la ricerca si limita oggi agli ambiti civili, con alcune tecnologie che possono però anche essere convertite a impieghi militari. Nella sua strategia, il Consiglio federale chiede però di più, come spiega Thomas Rothacher, vicecapo dell’armamento, che si immagina che il Politecnico federale di Zurigo aggiorni l’esercito sui progressi tecnologici, indichi eventuali lacune e cerchi soluzioni innovative.

Una collaborazione più sistematica, più ricerca e più soldi, ma anche interrogativi etici per gli atenei. Rothacher si dice fiducioso: “Dallo scoppio della guerra in Ucraina ci sono meno riserve etiche e l’interesse al settore della difesa è aumentato notevomente anche nelle scuole universitarie”.

La richiesta è chiara. Rimane da capire se gli atenei accetteranno questo nuovo tipo di collaborazione con l’esercito. Il Politecnico di Zurigo non vuole ancora esprimersi, le discussioni interne sono ancora in corso.

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