In caso di penuria energetica, diverse opzioni sono state elaborate per l'inverno (Keystone)

Energia: soluzioni per l'inverno

Rassicurazioni dall'Associazione svizzera dell'industria del gas. Sul fronte dell'idroelettrico, si stima una riserva di 500 gigawatt ora

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L’associazione svizzera dell’industria del gas (ASIG) ha comunicato oggi, martedì, di aver raggiunto i suoi obbiettivi riguardanti le riserve di gas per questo inverno. L’associazione ha fatto anche sapere di aver elaborato opzioni alternative in caso di necessità.

Il consolidamento della sicurezza e dell’approvvigionamento di gas per l’inverno 2022/2023 passa per due misure, “che sono state messe in atto con successo per la gestione regionale delle reti gasiere”, sottolinea il comunicato.  In particolare, come prima misura, il 15% (circa 6 Terawatt all’ora) del consumo annuale svizzero (attualmente a 35 TWh) è stoccato nei paesi vicini. Come seconda misura, un ulteriore 20% del consumo invernale (pari a 6 TWh) è disponibile sotto forma di opzioni di rifornimento di gas supplementare in Francia, Germania, Italia e dai Paesi Bassi. In caso di bisogno, potrà essere importato a corto termine.

Per quanto riguarda la capacità disponibile nei depositi di stoccaggio, la Germania detiene il podio con una quantità pari all’80,14%, con 195,58 TWh iniettati. Seguono i depositi italiani, quasi all’80% della capienza totale con 154,2 TWh stoccati. Al terzo posto invece troviamo la Francia con un deposito di 117,8 TWh, pari all’89,51% dell’indice di riempimento.

Il contributo dell'idroelettrico "è limitato"

Sul fronte dell'idroelettrico, la Commissione federale dell'energia elettrica ElCom ha riferito, sempre martedì, di aver stimato una riserva di energia di circa 500 GWh per il prossimo inverno; la valutazione presenta un margine di scarto di ben 166 GWh.

Tale riserva deve assicurare che sul finire dell'inverno l'approvvigionamento elettrico possa essere garantito per alcune settimane anche in caso di aumento del consumo interno, di calo della disponibilità delle centrali elettriche nazionali e di minori possibilità d'importazione, spiega il comunicato odierno. L'energia deve quindi essere trattenuta dal primo dicembre fino al 15 maggio, termine fissato sulla base delle curve storiche dei livelli di riempimento di accumulazione dei bacini svizzeri. Per garantire che si possa effettivamente prelevare l'energia in caso di necessità, la riserva viene distribuita tra i diversi complessi di centrali elettrica.

A livello europeo, tuttavia, la riserva idroelettrica può contribuire solo in misura molto limitata in caso di penuria elettrica, ha sottolineato ElCom, siccome non apporta energia aggiuntiva al sistema.

I costi per il mantenimento della riserva sono sostenuti da tutti i consumatori svizzeri di energia elettrica in maniera proporzionale ai propri consumi e vengono trasferiti attraverso un supplemento sulla tariffa di rete. Data la situazione molto tesa e volatile dei mercati, è molto difficile proporre una stima realistica per una riserva di 500 GWh, ha avvertito ElCom, ipotizzando "costi in milioni a tre cifre". 

 
ATS/ANSA/eLP
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