Esplode la Pokémon mania

Avvertimenti della SUVA, utenti malintenzionati… nulla ferma la caccia ai mostriciattoli digitali

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Eh sì, la febbre è scoppiata anche in Svizzera. Sono infatti centinaia gli appassionati che, aggirando facilmente il "blocco" dello store nazionale, stanno usando l'app "Pokémon Go" sui propri telefonini. Il gioco consiste nel dare la caccia ai mostriciattoli dei cartoni animati, che però si vedono solo attraverso lo schermo del dispositivo (Android o Apple), sovrapposti alle immagini inquadrate dalla fotocamera, in un ambiente di "realtà aumentata".

Non si sa quando il gioco comparirà nei rispettivi negozi virtuali (Apple Store e Google Play) della Confederazione e dell'Europa. Nintendo, l'azienda nipponica che lo produce e lo distribuisce, è vittima del suo successo, perché i server che gestiscono le comunicazioni sono sovraccarichi causando problemi al funzionamento, anche se ora l'azienda sta correndo ai ripari.

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L'avvertimento di SUVA & Co.

La SUVA, ovviamente, non ha perso tempo e ha già messo le mani avanti: "attenzione a non inciampare quando siete concentrati sugli schermi dei vostri telefonini", ha spiegato in un comunicato diffuso già nel pomeriggio di giovedì. Un'altra compagnia di assicurazioni ha prodotto su twitter una pubblicità ad hoc.

«Schizzo del sinistro»
«Schizzo del sinistro» (web/twitter @lamobiliare)

Negli Stati Uniti, poi, si sono già visti serie di cartelli luminosi sulle autostrade che invitano i conducenti a evitare l'uso di questa specifica applicazione mentre si è alla guida.

Cartellone autostradale in Arizona: «Pokemon-go è No-Go alla guida in auto»
Cartellone autostradale in Arizona: «Pokemon-go è No-Go alla guida in auto» (web)

Gli avvertimenti non sono poi così campati in aria, dato che si sono registrati alcuni preoccupanti incidenti le cui vittime stavano proprio cercando di catturare il Pikachu, Bulbasaur, Greninja o Breloom di turno. Per non parlare degli utenti malintenzionati, che si appostano in un luogo dove è presente un Pokemon per poi rapinare il malcapitato giocatore. Ma non solo: un soldato americano ha condiviso un momento di gioco svoltosi direttamente sul campo di battaglia (eh sì, è successo pure questo).

Louis Park, 26enne in Iraq per combattere contro l'IS, ha condiviso l'immagine del gioco su Facebook
Louis Park, 26enne in Iraq per combattere contro l'IS, ha condiviso l'immagine del gioco su Facebook (web)

L'esercito israeliano ha poi emanato ieri, giovedì, un ordine che vieta in maniera tassativa ai suoi militari di andare a caccia delle figurine virtuali mentre si trovano all'interno di basi dell'esercito. Il rischio è che le immagini riprese dagli apparecchi raggiungano occhi indiscreti. "Quel gioco — hanno tuonato i generali — può essere utilizzato per raccogliere informazioni". Appelli anche da ospedali, scuole e uffici della polizia. L'ultimo a Berlino, dal Memoriale dell'Olocausto. La portavoce ha chiesto pubblicamente di non giocare a Pokemon Go nell'area dedicata al ricordo dello sterminio degli ebrei nel Terzo Reich. Alcune autorità islamiche, poi hanno pure dichiarato che partecipare al videogioco "è deprecabile come bere gli alcolici, una pratica proibita".

Chi sono le piccole creature

Perché questo piccolo giochino (peraltro non originale come ha spiegato lo youtuber italiano Francesco Miceli del canale "Parliamo di Videogiochi") ha ottenuto un successo clamoroso, tanto da risollevare le sorti di Nintendo, l'azienda che lo ha prodotto? Il segreto è proprio nei protagonisti, i Pokémon (parola derivata dalla contrazione di "pocket monster"), creati nel 1996 da Satoshi Tajiri. Inizialmente erano stati pensati per essere inseriti in due di videogiochi pubblicati da Nintendo per la console portatile Game Boy, ma visto il loro successo sono stati poi prodotti film, fumetti, carte collezionabili e innumerevoli altri oggetti. Un successo che si ripercuote tra generazioni, tra i ragazzini di ieri che lo vedono come un ritorno all'infanzia e quelli di oggi.

Pikachu visitò Locarno durante il Festival del film nel 2009, in occasione della retrospettiva «Manga Impact»
Pikachu visitò Locarno durante il Festival del film nel 2009, in occasione della retrospettiva «Manga Impact»


Nel mondo immaginario dei Pokémon esistono sette generazioni di queste creature, ordinate cronologicamente seguendo la pubblicazione dei videogiochi, per un totale di quasi mille "animaletti" divisi in diciotto tipi: Normale, Fuoco, Lotta, Acqua, Volante, Erba, Veleno, Elettro, Terra, Psico, Roccia, Ghiaccio, Coleot, Drago, Spettro, Buio, Acciaio, Folletto e Ombra.

Chikorita, Bayleef, Meganium, Cyndaquil, Quilava, Typhlosion, Totodile, Croconaw, Feraligatr... i Pokemon sono centinaia
Chikorita, Bayleef, Meganium, Cyndaquil, Quilava, Typhlosion, Totodile, Croconaw, Feraligatr... i Pokemon sono centinaia (web)

Ognuna di queste "famiglie" presenta debolezze, evoluzioni, potenza e resistenza agli attacchi che si svolgono nei combattimenti tra un "animaletto" e l'altro.

 

Le regole del gioco

Il gioco, come detto, sfrutta la posizione rilevata tramite il sensore GPS del proprio dispositivo e mostra una mappa dove si possono trovare sia i singoli Pokemon sia i "Pokestop", vale a dire le "palestre" dov'è possibile rifornirsi di tutto quello che serve per poter catturare i piccoli "mostriciattoli". Una volta avvistata la propria "preda immaginaria" occorre lanciargli contro le sfere Pokemon per catturarla. C'è poi la possibilità di far "sfidare" un nostro Pokemon appena conquistato con quello di un altro giocatore, proprio come avveniva un tempo nel gioco di carte.

Un successo globale

Questo titolo è il primo che ha fatto scoprire la realtà aumentata al grande pubblico. Ed è raro che un videogioco favorisca l'esplorazione fisica sul territorio, come pure l'interazione (nel mondo reale) tra gli utenti che prendono parte alle sfide.
Se per caso siete stati sfioriati da persone che corrono impazzite perché sembra stiano inseguendo qualcosa di invisibile con gli occhi attaccati allo schermo, allora adesso lo sapete con certezza: la febbre "Pokemonosa" è arrivata anche vicino a voi. Molto vicino. E potete anche partecipare alla nostra iniziativa, condividete sulla nostra pagina Facebook video e schermate di gioco, li useremo per un simpatico "mashup di Pokemon in salsa «svizzeroitaliana»"!

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Dal Quotidiano:

A caccia di Pokemon

A caccia di Pokemon

Il Quotidiano di venerdì 15.07.2016

Per saperne di più:

Sito ufficiale Pokemon
Il comunicato della SUVA
L'elenco con nomi e famiglie di tutti i Pokemon
 

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