Il Consiglio federale ha approvato oggi, venerdì, il messaggio al Parlamento che concerne il pacchetto sulla stabilizzazione e lo sviluppo delle relazioni fra Svizzera e Unione Europea. I consiglieri federali Guy Parmelin, Ignazio Cassis e Beat Jans lo hanno illustrato ai media in una conferenza stampa nel primo pomeriggio a Berna.
L’incontro con i giornalisti a Berna
Il pacchetto “rientra nell’interesse della Svizzera”
Le Camere potranno così avviare le discussioni sui Bilaterali III che, sostiene il Governo, sono “nell’interesse della Svizzera”, assicurano la continuità dei legami economici, sociali e scientifici con l’UE e completano gli accordi già esistenti, segnatamente nei settori dell’energia elettrica, della sanità e della sicurezza alimentare.
Il progetto in questione è “equilibrato e strategicamente coerente”, argomenta il Governo in una nota diffusa nel primo pomeriggio, aggiungendo che nelle trattative con Bruxelles la Svizzera ha potuto ottenere eccezioni mirate e clausole di salvaguardia volte a tutelare interessi nazionali essenziali: ad esempio per la libera circolazione delle persone, per i trasporti terrestri e l’energia elettrica. Al contempo il pacchetto “modernizza la protezione dei salari e consolida” il Paese come polo di innovazione e formazione.
La strutturazione del progetto
Ma come si articola giuridicamente il progetto? Sono riuniti in un decreto federale gli accordi diretti alla stabilizzazione della via bilaterale (adeguamento delle intese sul mercato interno, disposizioni sugli aiuti di Stato, partecipazione ai programmi UE e contributo svizzero). Decreti federali separati concernono invece lo sviluppo della via bilaterale nei settori dell’elettricità, della sanità e della sicurezza alimentare.
Nel quadro del pacchetto risultano rilevanti per la Svizzera 94 atti giuridici dell’UE che hanno carattere legislativo. Il messaggio prevede così 3 nuove leggi federali: sulla sorveglianza degli aiuti di Stato, sulla cooperazione amministrativa nel settore del riconoscimento delle qualifiche professionali e sui contributi della Svizzera per il rafforzamento della coesione in Europa.
L’Esecutivo chiede anche 4 crediti d’impegno e l’adeguamento nell’insieme di 36 normative federali, di cui 15 di portata sostanziale e 21 di portata minore. Il Governo, infine, conformemente alla sua decisione di fine aprile 2025 propone di sottoporre il progetto al referendum facoltativo sui trattati internazionali.









