Ignazio Cassis
Ignazio Cassis (keystone)

"Espulsione diplomatici solo per ragioni di sicurezza"

Il presidente Cassis spiega perché la Svizzera non ha cacciato gli alti rappresentanti russi – Bucha, “sarà un tribunale a decretare se sono crimini di guerra”

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“Il Consiglio federale ha deciso che l’espulsione di diplomatici è una misura da prendere per ragioni di politica di sicurezza, non per sanzionare qualche cosa”. Lo ha dichiarato giovedì sera il presidente della Confederazione e capo del Dipartimento federale degli affari esteri, Ignazio Cassis, ai microfoni della RTS, commentando la scelta di non espellere alti rappresentanti russi, così come invece fatto da numerosi paesi occidentali, in relazione all’invasione ucraina e ai crimini di guerra dei quali le truppe di Mosca sono accusate da parte della comunità internazionale.

“Bisogna mantenere questa linea: non si cambiano le regole del gioco”, ha affermato Cassis, “altrimenti si creerebbe molta confusione”.

 

In totale, circa 200 diplomatici russi sono stati espulsi da paesi europei nelle ultime 48 ore, in relazione ai fatti di Bucha, dove centinaia di cadaveri di persone in abiti civili sono stati rinvenuti dopo la riconquista della città e il ripiego dei soldati della Federazione.

Proprio in merito ai fatti di Bucha, il presidente della Confederazione ha invitato alla prudenza: “Si tratta di indizi di crimini di guerra. Non sono crimini di guerra fintanto che un tribunale non l’ha decretato”, ha dichiarato Cassis ai colleghi romandi. Cassis, si legge sul sito della RTS, ha inoltre affermato di fare attenzione a quella che ha definito “giustizia da social network”, ripetendo che la Svizzera vuole un’indagine internazionale. A questo scopo, il Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite ha appena istituito una commissione internazionale d'inchiesta.

 

“Putin vuole destabilizzar l’Europa”

Il capo della diplomazia elvetica ha inoltre affermato che la guerra in Ucraina sconvolgerà e avrà un impatto profondo sull’Europa per diversi anni. “La destabilizzazione dell’Europa continentale è un obiettivo della Russia che Vladimir Putin vuole raggiungere attraverso la guerra”, ha aggiunto.

Tornando alle sanzioni contro Mosca, se l’Unione europea deciderà di vietare l’importazione di fonti energetiche russe “il tema si porrà anche in Svizzera”, ha concluso Ignazio Cassis.

Consiglio diritti umani, Svizzera favorevole a sospensione Russia

La Svizzera ha votato giovedì a New York in favore della sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite (ONU), allineandosi così agli altri 92 stati membri che hanno sostenuto il provvedimento, che richiedeva la maggioranza dei due terzi. Sono 24 gli Stati che hanno votato contro, tra cui Russia, Algeria, Bolivia, Cina, Cuba, Corea del Nord, Eritrea, Etiopia, Iran e Siria. 58 stati si sono astenuti, come l'Egitto, lo Yemen e gli Emirati Arabi.

Il carbone russo fa discutere l'UE

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TG 20 di giovedì 07.04.2022

 

RTS/ludoC
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