Molte coppie sono rimaste separate, in particolare quelle non sposate (keystone)

"Frontiere da riaprire gradualmente"

Il Nazionale adotta una mozione, il Consiglio federale ha già una tabella di marcia. Non tutti i valichi ticinesi riaperti l'11 maggio

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Le frontiere dovrebbero essere gradualmente riaperte "in modo da poter riunire rapidamente le famiglie (ma anche le coppie non sposate fin qui penalizzate) e ripristinare la libera circolazione delle persone". Il Consiglio nazionale ha adottato oggi, mercoledì, con 129 contro 49 e 5 astenuti, una mozione della sua Commissione della politica estera. Il Consiglio federale ha già previsto una riapertura progressiva a partire dall'11 maggio e con una seconda tappa l'8 giugno.

L'Esecutivo si è pure mostrato aperto alla proposta. Tempestata di domande dei parlamentari, per i quali non si sta agendo in modo abbastanza rapido, Karin Keller-Sutter ha risposto che la Svizzera non può prendere una decisione unilaterale. Tutti gli allentamenti possono essere decisi solo d'intesa con gli Stati vicini e taluni hanno adottato regole ancor più severe, come la Germania con i concubini.

L'UDC si è opposta alla riapertura delle frontiere. Thomas Aeschi si è detto preoccupato per la possibilità di entrate incontrollate di persone affette da coronavirus. Jean-Luc Addor ha ricordato invece come il COVID-19 abbia generato una crisi economica in Svizzera: 1,9 milioni di salariati sono in disoccupazione parziale. Il paese non può ancora sopportare "una libera circolazione dei disoccupati". Su questo punto, la ministra sangallese ha però replicato che in virtù della libera circolazione delle persone, i cittadini dell'UE non possono venire a lavorare in Svizzera se non hanno un contratto di lavoro.

RG 18.30 del 06.05.2020 La corrispondenza di Anna Valenti
RG 18.30 del 06.05.2020 La corrispondenza di Anna Valenti

 

Le preoccupazioni del Ticino

Non sono mancate le domande dei parlamentari ticinesi. Marco Romano (PPD/TI) ha chiesto a Karin Keller-Sutter se poteva rassicurare la popolazione ticinese che regole verranno allentate soltanto quando la situazione sanitaria in Lombardia sarà di nuovo sopportabile e con l'Italia vi sarà una effettiva reciprocità. Keller-Sutter ha promesso un occhio di riguardo ma anche ricordato a Lorenzo Quadri che al momento solo la metà circa dei 68'000 frontalieri che venivano in Ticino prima della crisi varcano di nuovo il confine e che tutte le regioni di frontiera, non solo il Ticino, hanno bisogno di questa manodopera per ripartire.

E a proposito dei valichi, non tutti quelli con l'Italia saranno riaperti l'11 maggio, ha detto a Roma l'ambasciatrice svizzera in Italia Rita Adam parlando al Comitato parlamentare italiano di controllo dell'accordo di Schengen. La volontà è quella di procedere a tappe verso la normalità, trovando un equilibrio fra esigenze dell'economia e salvaguardia della salute. Attualmente, dopo le riaperture di lunedì a fasce orarie per i frontalieri, sono ancora una decina i punti di passaggio di secondaria importanza che rimangono chiusi.

 
ATS/pon
Condividi