(RSI)

Ginevra, un salone a due facce

Aperta l'edizione 2019 della rassegna automobilistica elvetica, con qualche timore "politico" e la trazione elettrica a dominare la scena

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Apre oggi, giovedì, con il consigliere federale ticinese Ignazio Cassis a tagliare il nastro inaugurale, un Salone internazionale dell’Automobile di Ginevra diverso dal solito. E’ diverso poiché per la prima volta è confrontato con le defezioni di vari marchi importanti (Ford, Opel, Hyundai, Volvo, Jaguar, Land Rover, Mini, DS, Infiniti e Cadillac/Chevrolet). In più si apre con l’incognita Brexit che stressa molti costruttori attivi nel Regno Unito: BMW e Toyota agitano la minaccia di una fuga precipitosa, Jaguar-Land Rover evoca licenziamenti di massa se la scissione con l'UE sarà "hard" e Honda ha già annunciato la chiusura della sua fabbrica di Swindon.

Qualche assenza in una rassegna che dovrà evolversi in fretta

Le assenze di rilievo hanno vari motivi. Vi sono i diversi orientamenti del marketing, come i costi delle rassegne – a Parigi nell’ottobre scorso è andata molto peggio – ormai strettamente legati al fatto che con Internet le informazioni al cliente arrivano in tempo reale e non è più necessaria la "transumanza" di quest’ultimo all’evento sul Lemano e, soprattutto, il fatto che molti marchi preferiscono investire su concessionari e relative promozioni le risorse altrimenti destinate alle esposizioni internazionali.

E’ anche per questo che, come ha precisato François Launaz, presidente di Auto-Suisse (l’associazione mantello degli importatori), il Salone di Ginevra dovrà evolversi e diventare piuttosto un evento incentrato sulla mobilità e non solo sulla presentazione delle novità del mercato. In ogni caso rimane sempre e comunque un "unicum", essendo uno dei pochi al mondo ancora a cadenza annuale e il solo in campo neutro.

La trazione elettrica è grande protagonista dell'edizione 2019

L’edizione numero 89 si difende comunque bene, proponendo diverse novità importanti a chi cerca un’auto nuova e si concentra in particolare sulla trazione elettrica, grande protagonista dell'evento. Se nel 2018 fu infatti la guida autonoma a meritarsi una notevole attenzione, quest’anno la mobilità a corrente o ibrida domina la scena, considerato che ormai ogni singola marca propone o ha in serbo a breve un modello a zero emissioni. Da Subaru con le XV e Forester ibride a Fiat che finalmente propone il prototipo elettrico Centoventi, senza dimenticare Peugeot e-208, Polestar 2 ("costola" di Volvo) e Kia Soul elettriche e i prototipi di Seat, Skoda, VW, Honda o Jeep, la trazione a batteria è un "pilastro" di questo salone, al punto che pure le supercar "parlano" di volt e ampère oltre che di CV e km/h.

Ne è un esempio la supercar elettrica Piëch Mark Zero che nasce da un’idea di Toni Piëch, uno dei figli di Ferdinand Piëch (ex patron del Gruppo VW), ed è stata progettata in Svizzera. Tuttavia, la "produzione sarà altrove", come ha riferito il portavoce senza precisare dove, e comunque non arriverà prima di tre anni. Sarà invece disponibile ben prima la Pininfarina Battista, ipersportiva a corrente da quasi 2'000 CV che sfrutta il know-how dell’indiana Mahindra, leader in Formula E.

Non mancheranno comunque novità più "normali" come i SUV Skoda Kamiq, Jeep Renegade e Compass Hybrid, Mazda CX-30, Mercedes GLC e anche l'Alfa Romeo Tonale che prefigura il crossover compatto della marca milanese; in evidenza pure le rinnovate Renault Clio e Peugeot 208, le BMW Serie 7 e VW Passat aggiornate e alcune nuove supercar classiche, quali le Porsche 911 Cabriolet e 718 Cayman T e la Ferrari F8 Tributo.

EnCa/swing
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