Per contrastare l’incremento massiccio dell’antisemitismo in Svizzera non c’è la necessità di studiare nuove misure specifiche in materia di politica estera. Secondo il Consiglio federale gli strumenti disponibili si rivelano sufficienti e l’Esecutivo ha approvato venerdì un rapporto in merito, in risposta a un postulato parlamentare. Nel documento è stato analizzato il quadro che si è delineato in seguito agli attacchi terroristici di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023 e alla guerra nella Striscia di Gaza.
I dati raccolti mostrano che il significativo aumento degli episodi di antisemitismo - nei luoghi pubblici, ma pure e soprattutto nello spazio digitale - è in linea con quanto registrato in molti Paesi europei e nordamericani. In una nota, il Governo precisa che però non ci sono prove che indichino che la Svizzera sia oggetto di critiche particolari da parte della comunità internazionale a causa della situazione sul suo territorio.
A livello nazionale, precisa il Consiglio federale, sono già state prese diverse misure: in dicembre è stata adottata la strategia nazionale contro il razzismo e l’antisemitismo 2026-2031, che si aggiunge all’accresciuto finanziamento della protezione delle minoranze, al sostegno alla creazione di un memoriale per le vittime del nazionalsocialismo o ancora l’attuazione di un piano d’azione contro la radicalizzazione e l’estremismo violento. Sul piano internazionale, poi, la Svizzera partecipa all’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e ha aderito alle “Global Guidelines for Countering Antisemitism”.
Il Governo assicura inoltre che in questo anno alla presidenza dell’OSCE la Svizzera intende prestare particolare attenzione al monitoraggio degli episodi antisemiti e alla promozione dell’educazione alla tolleranza.

L'antisemitismo rimane elevato
Telegiornale 10.03.2026, 20:00










