Milizie alleate all'esercito turco (reuters)

"Gli jihadisti potrebbero tornare"

L’offensiva turca in Siria, spiega la consigliera federale Karin Keller-Sutter, rischia di causare l’arrivo di miliziani dello Stato islamico in Europa

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"È stato illusorio credere che gli jihadisti e lo Stato islamico (IS) fossero stati sconfitti: la minaccia è latente e continua da tempo". Così la consigliera federale Karin Keller-Sutter definisce il fenomeno dei combattenti integralisti islamici in Siria e Iraq, che l’apparente calma degli ultimi anni ha relegato in secondo piano, ma che ora rischia di riesplodere a causa delle operazioni militari di Ankara nel nord-est della Siria contro le milizie curde.

Karin Keller-Sutter
Karin Keller-Sutter (keystone)

L’offensiva lanciata dall’esercito turco e dalle milizie sue alleate potrebbe infatti generare nuove numerose partenze di cittadini svizzeri verso quei territori: chi per combattere a fianco dei curdi, chi invece con l'IS. Le preoccupazioni per Berna, conferma la direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), intervistata a Roma dove ha incontrato la ministra dell’interno italiana Luciana Lamorgese, si concentrano sui rientri in Europa: "Alcuni jihadisti con passaporto europeo, svizzero compreso, potrebbero tornare. Ma anche miliziani radicalizzati mediorientali potrebbero trovare una via per raggiungere l’Europa e compiere attentati".

 

Un’eventualità da scongiurare, afferma risoluta Karin Keller-Sutter: "Serve un’ulteriore e più forte collaborazione fra le forze di polizia e i servizi di intelligence di tutto il continente europeo".

Per quanto riguarda la possibilità che l’offensiva in corso provochi una nuova grande ondata di profughi, la direttrice del DFGP sottolinea: "In questo caso il problema non sarebbe solo svizzero, ma di portata europea".

 “La Svizzera si è preparata per contrastare questo problema, rendendo più veloci le procedure per le richieste d’asilo, stanziando alloggi – aggiunge Karin Keller-Sutter –. Però la cosa principale al momento è evitare che si giunga a questo scenario e penso che l’Unione europea farà di tutto per rinnovare l’accordo migratorio con la Turchia”.

 

Ribadite le criticità dell’accordo di Malta

I fenomeni migratori sono anche stati al centro dell’incontro del fine settimana appena trascorso fra Karin Keller-Sutter e la ministra dell’Interno italiana Luciana Lamorgese, a cui è stata ribadita la posizione critica di Berna rispetto al recente accordo di Malta: "Noi abbiamo sempre offerto la nostra solidarietà all’Italia, ma questa “mini-riforma” di Malta sullo ripartizione automatica dei migranti non è soddisfacente – spiega la consigliera federale –. Perché non fa una distinzione chiara tra profughi e migranti, tra chi ha diritto a rimanere e chi no. E perché una vera riforma dovrebbe coinvolgere tutti i paesi europei e tutti i profughi, non solo quelli in arrivo in Italia o a Malta". Senza dimenticare anche l’altro lato della questione, per Karin Keller-Sutter fondamentale: la necessità di una politica comune sui rimpatri che non può essere differente da paese e paese.

RG-Anna Valenti/TG/ludoC
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