Nati per curare il diabete, farmaci come Ozempic, Wegovy e Mounjaro sono sempre più utilizzati anche per dimagrire. In teoria dovrebbero essere prescritti a diabetici, persone obese o in forte sovrappeso con patologie associate. In pratica, però, la loro popolarità cresce anche tra chi non ne avrebbe reale bisogno.
Per capire meglio benefici e rischi di questi medicinali, il Faro del Telegiornale ha interpellato Chiara Camponovo, diabetologa ed endocrinologa all’Ospedale regionale di Lugano.
A riaccendere il dibattito è stata di recente anche una foto dell’attrice Demi Moore, apparsa molto dimagrita. Un’immagine che secondo Camponovo riflette una cultura della magrezza estrema ancora radicata. “Hollywood e anche il mondo della moda, purtroppo, ancora inneggiano la figura della donna con una magrezza estrema e questo in effetti non è giustamente positivo per la salute in generale”. Promuovere uno stile di vita sano significa mantenere un peso adeguato, ma “promuovere questa magrezza estrema lo trovo controproducente”.
L’assunzione può comportare problemi di salute
L’assunzione di questi farmaci senza indicazione medica può comportare diversi problemi. Il corpo, spiega la specialista, possiede un sistema molto preciso di regolazione energetica: intervenire artificialmente in persone normopeso può provocare squilibri metabolici. Si rischia anche la denutrizione, con carenze di proteine, vitamine e sali minerali, e soprattutto di non riuscire a stabilizzare il peso una volta sospesa la terapia.
Gli effetti collaterali più comuni non sono gravi ma possono risultare fastidiosi: nausea, vomito, disturbi intestinali o dolori addominali. “Questa famiglia di farmaci può innescare soprattutto all’inizio della terapia degli effetti collaterali soprattutto sul piano gastrointestinale”, spiega Camponovo.
“Il profilo di sicurezza è piuttosto buono”, afferma la diabetologa, anche se esistono effetti collaterali rari ma potenzialmente seri, come pancreatiti acute o alcuni tumori tiroidei molto rari. Allo stesso tempo gli studi hanno evidenziato anche benefici cardiaci e renali, in particolare nei pazienti diabetici.
“Il farmaco non è una bacchetta magica”
Una cosa è però chiara: questi farmaci non fanno miracoli. “Il farmaco in sé non è una bacchetta magica, non è magia”. Possono aiutare a perdere peso, ma funzionano soprattutto come supporto a un cambiamento duraturo delle abitudini. In alcuni casi, aggiunge Camponovo, la terapia potrebbe persino essere necessaria “a lungo sul lungo termine… quindi a vita”.
Anche i costi non sono trascurabili: si va da circa 115 franchi al mese per Ozempic fino a oltre 200 franchi per i farmaci più recenti. Il rimborso è previsto solo in presenza di criteri precisi, come un diabete di tipo 2 non ben controllato o un indice di massa corporea elevato associato ad altre patologie.
Il messaggio della specialista resta dunque prudente: questi farmaci rappresentano un importante strumento terapeutico, ma non una scorciatoia per dimagrire.








