(keystone)

I patrimoni tornano in Svizzera

Per effetto della crisi sanitaria, privati e imprenditori hanno portato le proprie ricchezze "al sicuro" nelle banche della Confederazione

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Diverse decine di miliardi di franchi sono finite nelle casse delle banche elvetiche durane la prima metà del 2020. La crisi sanitaria, infatti, ha spinto molti a proteggere le proprie fortune portandole in Svizzera. Lo rivela un’inchiesta condotta da RTS, che cita l’esempio di Lord Anthony Bamford, un ricco imprenditore britannico che ha spostato nel canton Vaud il patrimonio della sua azienda stimato in 4,5 miliardi di franchi.

Secondo la ricerca della Radiotelevisione romanda, otto delle maggiori banche del Paese hanno ricevuto un totale di oltre 80 miliardi di franchi di fondi netti nella prima metà del 2020. Tutte le istituzioni riportano cifre positive e sei su otto registrano afflussi di capitale più elevati rispetto al primo semestre del 2019.

Da dove arriva principalmente questo denaro? Da privati e da imprese dell'America Latina, dell'Europa, del Medio Oriente, stando ai rapporti finanziari delle banche, che elencano alcuni Paesi, restando però vaghe. Secondo Edouard Cuendet, direttore di Genève Place Financière, "si tratta principalmente di una clientela internazionale", spinta dal Covid-19. "Per i clienti internazionali che devono affrontare una crisi economica e sanitaria globale, la Svizzera è un paradiso di stabilità, sicurezza. In questi tempi frenetici, questi sono valori estremamente preziosi", spiega.

A sedurre questa clientela internazionale è la solidità degli istituti di credito, ma anche la confidenzialità, sebbene il segreto bancario a fini fiscali non esista più.

L'inchiesta completa in francese.

RTS/eb
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