Il rialzo dei tassi d'interesse sui depositi sarà molto più lento di quello per le ipoteche
Il rialzo dei tassi d'interesse sui depositi sarà molto più lento di quello per le ipoteche (iStock)

I tassi aumentano, ma non sui conti

Le banche che hanno alzato gli interessi sui depositi sono poche - Qualche adeguamento atteso per il 2023 ma la maggiore remunerazione sarà "mangiata" dall’inflazione – BancaStato non prevede ritocchi a breve

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I recenti aumenti del tasso di riferimento della Banca nazionale svizzera (BNS) hanno quasi immediatamente portato a un aumento del costo delle ipoteche e alla fine dei tassi negativi sui grossi depositi, mentre gli interessi sui conti dei piccoli e medi risparmiatori hanno subito rarissime variazioni. Qualche adeguamento è atteso per il prossimo anno, ma i nuovi tassi non copriranno l’inflazione.

Si alzano i tassi, le conseguenze

Si alzano i tassi, le conseguenze

TG 20 di venerdì 23.09.2022

 

All'inizio degli anni '90, i risparmiatori svizzeri beneficiavano ancora di un tasso di interesse superiore al 5%. Da allora, tuttavia, secondo le statistiche della BNS, il tasso di interesse sui loro attivi è diminuito costantemente. Nel 2003 è sceso per la prima volta sotto l'1%, nel 2015 sotto lo 0,1% e negli ultimi anni si è attestato in media intorno allo 0%.

Poche eccezioni

Tra le poche eccezioni ci sono la Banca Migros (i tassi sui risparmi è aumentato dallo 0,01 allo 0,2%), le neo banche Yuh e Valiant, nonché le cantonali di Obvaldo e Zugo. Le altre invece non hanno proceduto a ritocchi particolari. I loro tassi si aggirano da un minimo dello 0% a un massimo dell’1% riservato (in rarissimi casi) ai clienti più giovani. La situazione accomuna UBS, Credit Suisse, la banca Cler, la Raiffeisen, la più grande banca cantonale svizzera (quella di Zurigo), ma pure la GKB grigionese e BancaStato.

BancaStato non prevede rialzi imminenti

"Al momento attuale non prevediamo dunque un rialzo imminente della remunerazione sui conti - spiega Glenda Brändli, membro della Direzione generale e responsabile dell’Area finanza dell'istituto ticinese -. Prima che la Banca nazionale svizzera procedesse all’aumento dei tassi di riferimento, BancaStato rappresentava l’Istituto con la maggiore remunerazione sui conti risparmio. Oggi in tal senso siamo in linea con il mercato. Per quanto riguarda i conti correnti, BancaStato non si discosta dai livelli della concorrenza. Stiamo comunque procedendo con le analisi per eventualmente correggere le remunerazioni qualora la BNS dovesse effettivamente procedere a un rialzo del tasso direttore, sempre tenendo conto dell’andamento del mercato".

Attese le mosse della BNS e del mercato

 

Altri istituti hanno recentemente dichiarato all’agenzia AWP, come fatto da BancaStato alla RSI, di attendere le prossime decisioni della BNS a dicembre. Adeguamenti in base all'evoluzione dei tassi di riferimento e alla situazione del mercato sono ritenuti probabili.

Il nuovo vicepresidente della Banca nazionale Martin Schlegel in un’intervista a Finanz und Wirtschaft aveva spiegato che "la fissazione di tassi e prezzi è una questione che riguarda le banche", facendo riferimento alla concorrenza tra gli istituti e alla reazione dei clienti, avvertendo: il "processo richiede tempo”. In un recente studio, gli specialisti di UBS hanno sottolineato che negli ultimi due cicli di inasprimento monetario, un aumento del 2,5% dei tassi di riferimento ha comportato un incremento di soli 0,5 punti percentuali dei tassi dei conti di risparmio.

Rendimento reale negativo

"Le banche stanno attualmente cercando di ritardare un aumento" degli interessi su questi conti, sottolinea Tobias Straumann. Il professore di storia ed economia moderna dell'Università di Zurigo si aspetta un aumento l'anno prossimo, ma nel frattempo l'inflazione dovrebbe accelerare ulteriormente, spazzando via qualsiasi adeguamento. Secondo Straumann, "i tassi nominali (non corretti per l'inflazione) aumenteranno, ma rimarranno negativi in termini reali (compresi gli aumenti dei prezzi)".

Inflazione stabile in Svizzera

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TG 20 di giovedì 03.11.2022

 

L'economista di BAK Economics Alexis Körber prevede che i tassi sui conti di risparmio saliranno allo 0,5% nel 2023. L’inflazione però, secondo le previsioni dell’istituto, il prossimo anno sarà dell’1,7% dopo aver raggiunto il 3% nel 2022.

Modem del 10.11.2022: Carovita, e la busta paga?
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Diem/ATS
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