Istituiti il 21 gennaio, nei nove giorni successivi i due team dello “Swiss Contact Team” (SCT) hanno potuto visitare tutti i pazienti svizzeri ricoverati in ospedale all’estero dopo la tragedia di Crans-Montana. Le visite hanno avuto luogo in Germania e Belgio e poi in Francia e Italia.
Gli esperti dei team SCT sono “molto soddisfatti degli scambi con le équipe sanitarie locali” e lodano “gli sforzi considerevoli compiuti per offrire ai pazienti le migliori cure possibili, nonché la volontà affermata di cooperare strettamente con la Svizzera”, ha affermato martedì l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).
Gli specialisti SCT hanno anche potuto incontrare i familiari dei feriti per ascoltare le loro esigenze e fornire già un aiuto. “I colloqui in loco con il personale medico specializzato e i familiari costituiscono una base importante per la preparazione e il coordinamento delle cure successive”, prosegue il comunicato.
Al 1° febbraio 19 persone di nazionalità svizzera e sei persone di nazionalità straniera domiciliate in Svizzera erano ancora ricoverate in ospedale all’estero. Alcuni pazienti versano ancora in condizioni critiche, mentre per altri il trasferimento in Svizzera sarà possibile “nei prossimi giorni”, prosegue l’UFPP.
Le cicatrici di Crans-Montana
Falò 13.01.2026, 20:50
Esito delle visite utile per creare coordinamento nazionale
Gli SCT riuniscono i rappresentanti della Rete nazionale di medicina di catastrofe (KATAMED). Ai sopralluoghi hanno preso parte in particolare i professori Mette Berger e Clemens Maria Schiestl, due esperti nel trattamento dei grandi ustionati. Hanno partecipato anche specialisti della riabilitazione ed esperti in interventi in caso di catastrofi appartenenti alla Croce Rossa Svizzera e al Corpo Svizzero di Aiuto Umanitario. In ogni Paese le due squadre hanno inoltre beneficiato del sostegno delle ambasciate e dei consolati svizzeri.
L’UFPP aggiunge che i risultati dei colloqui condotti durante le visite degli SCT saranno “impiegati per l’attuazione di un coordinamento nazionale”. Questo sarà assicurato dai centri svizzeri per grandi ustionati (CHUV Losanna, Ospedale universitario di Zurigo, Ospedale pediatrico di Zurigo), dai Cantoni, dalla SUVA (con le sue cliniche di riabilitazione a Bellikon (AG) e a Sion), dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dall’UFPC (Ufficio federale della protezione civile).

A "Storie" la tragedia di Crans-Montana
Telegiornale 01.02.2026, 20:00




