Il laboratorio di virologia di Wuhan durante la visita dell'OMS
Il laboratorio di virologia di Wuhan durante la visita dell'OMS (reuters)

Il finto biologo svizzero che aiutava la Cina

Dietro il profilo di Wilson Edwards si celava un'operazione di disinformazione coordinata da Pechino, afferma un'indagine di Facebook

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Nel luglio scorso, quando l’ipotesi di una possibile fuga del coronavirus dal laboratorio di Wuhan ha iniziato a riprendere quota nell'opinione pubblica, un misterioso scienziato svizzero si è schierato in difesa della Cina, accusando gli Stati Uniti di influenzare le politiche dell’Organizzazione mondiale della sanità. Sul suo profilo Facebook, il signor Wilson Edwards si presentava come biologo di Berna, e in un post del 24 luglio 2021 scriveva che secondo sue fonti interne dell’OMS, gli Stati Uniti erano talmente “ossessionati” dal voler colpire la Cina sul tema dell’origine del virus, da “rifiutarsi di aprire gli occhi sui dati e sulle evidenze”.

Questo post, pubblicato contemporaneamente su Facebook e Twitter, nel giro di 48 ore è stato condiviso da centinaia di profili social in tutto il mondo e in poco tempo è stato ripreso anche dai principali media cinesi. Il 27 luglio, il Quotidiano del Popolo, organo di informazione del Partito comunista cinese, ha ripreso le affermazioni del presunto scienziato elvetico parlando di “intimidazioni” da parte degli Stati Uniti.

La smentita dell'ambasciata elvetica

Il clamore attorno al signor Edwards è diventato tale che il 10 agosto, l’ambasciata svizzera a Pechino è dovuta intervenire con un comunicato in inglese e in mandarino, in cui metteva nero su bianco che: “Sebbene apprezziamo l’attenzione per il nostro Paese, dobbiamo purtroppo informare il pubblico cinese che la notizia è falsa. Non esiste nessun cittadino svizzero di nome Wilson Edwards”. A riprova di ciò, l’ambasciata elvetica faceva notare che il profilo Facebook del sedicente biologo bernese era stato aperto il 24 luglio stesso e aveva solo tre amici al momento della pubblicazione del post.

 

Un report pubblicato dalla società Meta a fine novembre su account falsi rimossi e relative campagne manipolatorie ha ricostruito in dettaglio la vicenda del “biologo svizzero che non è mai esistito” (“The Swiss biologist that never was”).

Secondo la società che controlla Facebook, l’operazione ha avuto origine in Cina e ha funzionato come una stanza degli specchi, con centinaia di profili (molti a loro volta falsi) che sono serviti come cassa di risonanza per un unico messaggio: quello del signor Edwards.

La rete degli account cinesi

“Anche se le persone dietro questa rete hanno cercato di nascondere le loro identità e il loro coordinamento, la nostra indagine ha trovato collegamenti con soggetti nella Cina continentale, compresi dei dipendenti della Sichuan Silence Information Technology Co, Ltd (una società di sicurezza informatica) e altri legati a imprese di infrastrutture statali cinesi situate in tutto il mondo”, si legge nel rapporto di Meta firmato dall’esperto di disinformazione online, Ben Nimmo.

Poche ore dopo la pubblicazione, il post di Edwards è stato condiviso da circa 200 profili falsi creati in gran parte all’inizio del 2021. Il giorno dopo, il 25 luglio, alcuni account – questa volta autentici – hanno iniziato a rilanciare i contenuti relativi alle affermazioni di Edwards. Secondo le ricerche di Meta, “la maggior parte di questi profili apparteneva a dipendenti di aziende statali cinesi” di settori quali ingegneria civile, energia e trasporti, sparse in diversi Paesi, tra cui Algeria, Kazakistan, Filippine e Arabia Saudita. Osservando modalità e i tempi di condivisione, gli esperti di Facebook sono arrivati alla conclusione che non solo Wilson Edwards non sia mai esistito, ma che la sua comparsa sia stato il frutto di una precisa azione orchestrata dalla Cina.

Origine del virus e braccio di ferro politico

Le congetture diffuse dal finto biologo si inserivano in un contesto di polemiche attorno all'origine del nuovo coronavirus. Nel 2021, l'ipotesi di una "fuga" più o meno accidentale dal laboratorio di virologia di Wuhan ha ripreso piede anche nella comunità scientifica, dopo essere stata inizialmente bollata come teoria complottista. Lo stesso presidente americano, Joe Biden, dopo l'insediamento ha chiesto di fare luce sull'origine del virus, qualunque essa fosse: "un contatto umano con un animale infetto o un incidente in laboratorio".

OMS, gli esperti arrivano a Wuhan

OMS, gli esperti arrivano a Wuhan

TG 12:30 di giovedì 14.01.2021

 

A febbraio 2021, un gruppo di esperti dell'OMS ha visitato il laboratorio della città cinese, concludendo che l'ipotesi della fuoriuscita dal centro di ricerca è inverosimile. I risultati di questa indagine, però, sono stati criticati per essere incompleti e di parte. Ma quando, a luglio, le autorità sanitarie mondiali sono tornate a chiedere ulteriori approfondimenti, Pechino si è detta non disposta a collaborare. E mentre la propaganda cinese punta il dito fuori dai confini nazionali, a due anni dall'inizio pandemia, sull'origine del nuovo coronavirus non è ancora stata fatta luce.

Elena Boromeo
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