Bernhard Lang, ospite della prima tappa del bus di politbox
Bernhard Lang, ospite della prima tappa del bus di politbox (Severin Nowacki)

"Il plurilinguismo ci dà valore"

POLITBOX - L’esperienza di Bernhard Lang, uno studente ticinese bilingue a Friburgo, capitale di un cantone bilingue

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“Volevo studiare in tedesco in un ambiente francofono”, così spiega la sua scelta Bernhard Lang, incontrato in occasione della tappa di politbox in riva alla Sarine. Non se la sente di definirsi un ponte fra due culture, ma la sua conoscenza del tedesco è stata “certamente un aiuto per integrarsi e per aiutare nell’integrazione di altri ticinesi”. Anche se in città “si parla molto di più il francese”.

Lang presiede l’UGA, una delle due associazioni (l’altra è la Lepontia) che riuniscono la maggior parte dei mille studenti ticinesi a Friburgo. Non tutti però: c’è chi sta in disparte, perché vuole integrarsi nella comunità francofona o germanofona, di solito riuscendoci.    

Il plurilinguismo friburghese è “un valore aggiunto” anche per il locale ateneo, che offre la possibilità di studiare sia in francese che in tedesco, oppure di combinare i duo idiomi. L’italofono si sente ancora oggi più a suo agio con il primo: “la maggior parte sceglie di studiare in francese”, ci dice Lang, ma c’è anche chi opta per un curriculum bilingue, talvolta scontrandosi con difficoltà superiori alle attese.

 

Il ticinese è visto come l’incarnazione del pluringuismo elvetico, per l’obbligo di studiare entrambi gli altri idiomi ufficiali, ma non mancano giovani di altre regioni che padroneggino pure l’italiano: “ne conosco diversi”, conferma Lang. Su un altro fronte, c’è invece un ritardo da colmare: con l’inglese, sempre più importante negli studi come nella vita di tutti i giorni “non siamo messi così bene, secondo me”, afferma il giovane di Lugano. “Se guardo i miei colleghi svizzeri-tedeschi, lo padroneggiano molto meglio”.

 

Inglese che “può essere una lingua di comunicazione anche all’interno della Svizzera, un’esperienza che si fa soprattutto in servizio militare”, dice ancora. Ma è una soluzione di ripiego, non la strada da seguire: “La prima lingua straniera studiata a scuola deve essere nazionale”, precisa Lang, “il pluringuismo dà valore alla Svizzera e conoscere gli altri idiomi aiuta a farsi accettare”.

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