Il tramonto di Lauber

Dopo la revoca dell'immunità, via libera al procedimento penale - Una parabola discendente da ripercorrere

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La commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, dopo l’omologa degli Stati, ha deciso oggi (lunedì) di revocare l’immunità all’ormai ex Procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, aprendo così la strada a un’inchiesta penale contro di lui, come chiesto dal procuratore straordinario Stefan Keller, nominato per il suo caso. Diversa sorte era toccata alla procedura di destituzione del procuratore generale dimissionario, avviata dall’autorità di vigilanza dell’MPC e poi ritirata dopo che Lauber ha prima offerto e poi annunciato le proprie dimissioni per fine anno, ma che lo porteranno a lasciare l’incarico già a fine agosto in virtù delle molte vacanze arretrate, contestate da diversi parlamentari.

Il bandolo della matassa – come noto – sta tutto nell’ “affaire FIFA” e negli incontri non protocollati tra Lauber e il presidente della federazione calcistica Gianni Infantino. Ma facciamo un passo indietro, ripercorrendo la parabola – ormai discendente – di Michael Lauber:

  • Laureato in diritto nel 1992 all’Università di Berna, Lauber lavora fino al 2000 con diversi incarichi per il Canton Berna (giudice e polizia giudiziaria) e per l’Ufficio federale di polizia. Dopo una parantesi come avvocato a Zurigo, dal 2001 al 2011 “espatria” nel Liechtenstein dove si occupa di banche e finanza, con infine (2010-2011) un ruolo di vigilanza (FMA, equivalente FINMA).
  • Nel 2012 viene eletto brillantemente dall’Assemblea federale per il suo primo mandato (2012-2015) di procuratore generale, al posto di Erwin Beyeler. Trascorsi i relativamente tranquilli primi 4 anni, a giugno 2015 viene rieletto (di nuovo brillantemente) per un secondo mandato. Soltanto un mese prima 7 dirigenti FIFA venivano arrestati in un hotel a Zurigo e il Ministero pubblico della Confederazione avviava indagini per sospetta corruzione.
  • A novembre 2018 la stampa rivela due incontri segreti tra Lauber e Infantino tra il 2016 e il 2017: Il procuratore generale respinge duramente le accuse, si difende e conferma di voler restare in carica fino al 2023.
  • Passa un altro anno e, sulla scia delle polemiche, l’Autorità di vigilanza del MPC (AV-MPC) decide di aprire un’indagine disciplinare. Un mese dopo Lauber viene prevedibilmente ricusato in aula dal Tribunale penale federale in relazione alle sue indagini sulla corruzione calcistica. Nel frattempo anche la sua rielezione viene rinviata a settembre.
  • A inizio settembre la commissione giudiziaria delle Camere invita il Parlamento a non rieleggere Michael Lauber, ma - un po’ a sorpresa e con un risultato risicato (129 voti su 243) - i parlamentari il 25 settembre 2019 lo rieleggono nuovamente fino al 2023, pur criticandolo duramente. Si arriva così a marzo di quest’anno: l’indagine dell’AV-MPC ha riscontrato gravi violazioni dei doveri d’ufficio e gli infligge una riduzione dell’8% dello stipendio per un anno. Tempo un mese e Lauber inoltra ricorso contro la decisione, ma lo scorso luglio il Tribunale amministrativo federale conferma in sostanza le violazioni, riducendo solo dall’8 al 5% il decurtamento del salario. L’aria si fa più pesante, con l’avvio della procedura di destituzione, e il 24 luglio Lauber offre prima e annuncia poi le sue dimissioni.

A far da contorno alla vicenda anche 2 casi di presunto mobbing e sessismo emersi recentemente, prima al Tribunale penale di Bellinzona e poi anche all’antenna luganese della Procura federale. Forse le ultime virgole di una parabola ormai giunta al tramonto… In attesa del procedimento penale, con le ipotesi di reato di abuso di autorità, violazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e istigazione a tali atti.

RG 12:30 del 24.8.2020 Tolta l'immunità a Lauber
RG 12:30 del 24.8.2020 Tolta l'immunità a Lauber
Tolta l'immunità a Lauber

Tolta l'immunità a Lauber

TG di lunedì 24.08.2020

 

 

Dario Lanfranconi
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